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I Cantoni chiedono al Consiglio federale di esaminare "tutte le soluzioni immaginabili per controllare o limitare un eventuale afflusso" di migranti fissandone un tetto massimo.

La richiesta è contenuta in due lettere al governo di cui riferisce oggi la "Basler Zeitung", una delle quali firmata anche dal consigliere di stato ticinese Norman Gobbi.

Lo scorso 14 aprile - in occasione dell'assemblea primaverile della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) cui è intervenuta anche la ministra federale Simonetta Sommaruga - Confederazione, Cantoni e Comuni hanno messo a punto un piano d'emergenza in materia di asilo che conferisce alle autorità svizzere gli elementi per reagire nel caso di un afflusso di migliaia di richiedenti nel giro di pochi giorni. Secondo la CDDGP mancano tuttavia provvedimenti adeguati per controllare il loro numero ed eventualmente fissarne un limite massimo.

Di qui la richiesta al governo, formulata in due lettere di cui riferisce oggi la "Basler Zeitung" e che l'ats ha potuto procurarsi: una datata 15 aprile e firmata dal consigliere di Stato bernese Hans-Jürg Käser (PLR) a nome della CDDGP, l'altra datata 18 aprile e firmata dai consiglieri di Stato responsabili della sicurezza dei cantoni Vallese, Ticino e Grigioni, rispettivamente Oskar Freysinger (UDC), Norman Gobbi (Lega) e Christian Rathgeb (PLR).

Che cosa significhi concretamente la citata "limitazione" non è stato specificato nella riunione della CDDGP, ha detto all'ats il suo segretario generale Florian Düblin. I Cantoni vogliono che sia chiarito come la Svizzera dovrebbe reagire se, per esempio, Stati vicini dovessero chiudere i confini o adottare quote per i profughi.

I consiglieri di Stato dei tre cantoni che confinano con l'Italia richiamano l'attenzione del governo sulle più recenti, allarmanti cifre sull'afflusso di richiedenti asilo in questo paese e rilevano che Austria e Francia progettano o hanno già introdotto controlli alle frontiere. La sola "porta aperta" per i migranti rimarrebbe così quella che porta in Svizzera, ragione per cui - sostengono Gobbi, Freysinger e Rathgeb, occorrono misure per limitare i flussi migratori.

"La retorica differisce da un cantone all'altro", dice all'ats il consigliere di Stato di Zugo Beat Villiger (PLR), vicepresidente della CDDGP. Tutti temono tuttavia che le misure prese da altri paesi possano accrescere la pressione sulla Svizzera. Villiger ammette che non è chiaro se la fissazione di un tetto massimo sia compatibile con la legge sull'asilo e con la Convenzione di Ginevra sui rifugiati. Tocca al Consiglio federale - aggiunge - chiarire la situazione legale e indicare se sia possibile o no adottare un simile provvedimento. Una questione da chiarire è anche quello della sua applicazione concreta, che secondo Villiger è possibile soltanto con l'aiuto dell'esercito.

sda-ats

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