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Il consigliere nazionale Roger Golay (MCG/GE), autore della mozione

KEYSTONE/GAETAN BALLY

(sda-ats)

La Confederazione non deve assumere la totalità dei costi generati dai richiedenti asilo: il Consiglio federale boccia una mozione che chiede di accollare le spese ora a carico dei Cantoni alla Berna federale.

Proprio facendo riferimento all'atto parlamentare del consigliere nazionale Roger Golay (MCG/GE), Vaud e Ginevra la scorsa settimana hanno pubblicato il superamento di spesa generato dai rifugiati rispetto al budget.

Stando al deputato del Mouvement citoyens genevois (regionalista), il massiccio e crescente arrivo di profughi mette a dura prova le finanze dei Cantoni. Vaud e Ginevra stimano rispettivamente a 45 e 10-15 milioni di franchi le maggiori uscite rispetto al preventivo del 2016.

Per evitare questa situazione, la Confederazione dovrebbe prendere a proprio carico tutte le spese legate all'asilo, se necessario utilizzando i soldi previsti per l'aiuto allo sviluppo, ritiene Golay.

Un'opzione che il governo, pubblicando oggi il suo parere sulla mozione, ritiene impraticabile. Il Consiglio federale ricorda che, a causa di misure di risparmio, l'aiuto alla sviluppo è già stato ridotto di 90 milioni di franchi all'anno. Inoltre fa notare che le indennità federali seguono l'andamento del numero di richiedenti: a suo avviso dunque la crescita delle domande non genera costi supplementari per i Cantoni.

L'esecutivo si dice comunque disposto a dialogare con i Cantoni per analizzare il modo per integrare rapidamente nel mercato del lavoro i profughi a cui è riconosciuta una protezione in Svizzera.

Infine, il Consiglio federale afferma che con l'accettazione ieri da parte del popolo della Legge sull'asilo, ai Cantoni dovrebbe già essere tolta una quota di richiedenti che saranno a carico dei centri federali. Il risparmio per i Cantoni dovrebbe ammontare a 90 milioni di franchi.

sda-ats

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