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Associazione svizzera della strada critica utilizzo fondi ricerca (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/JEAN-CHRISTOPHE BOTT

(sda-ats)

I soldi per la ricerca nell'ambito della rete stradale e dei trasporti vengono trasferiti vistosamente dalle università alle istituzioni private.

Questa tendenza deve essere fermata e invertita, chiede il Consiglio della scienza dell'Associazione svizzera dei professionisti della strada e dei trasporti (VSS).

Questa evoluzione conduce inevitabilmente a una focalizzazione a breve termine, ancora all'attualità, scrive il Consiglio in una nota odierna. La ricerca fondamentale, che porta per la mobilità del futuro conoscenze innovative, perde d'importanza.

Una recente prova di questa tendenza è la chiusura del Laboratorio per i trasporti (LAVOC) al Politecnico federale di Losanna (EPFL). Nel 2015 più di due terzi di tutti i nuovi mandati di ricerca in Svizzera sono andati a istituzioni private.

Il Consiglio della scienza fa notare che spesso si tratta di mandati di ricerca di autorità statali. La ricerca risponde così prima di tutto a questioni specifiche della politica e si mette al suo servizio, spiega. È deplorevole negare per questo alle università la ricerca fondamentale.

Oltre a ciò, la ricerca attuale condizionata dalla mano pubblica si orienta soprattutto sulle strade nazionali. "Ciò porta il rischio di lacune nella ricerca, per esempio nel traffico d'agglomerato".

La VSS è una organizzazione no-profit, indipendente e autonoma, che da oltre 100 anni promuove trasporti sicuri e durevoli. Il Consiglio della scienza della VSS è composto da dieci professori provenienti da Svizzera, Germania e Austria.

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SDA-ATS