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La chiesa in cui è avvenuto l'agguato

KEYSTONE/EPA/IAN LANGSDON

(sda-ats)

Entrambi i jihadisti responsabili della barbara esecuzione di padre Jacques Hamel nella chiesa di Saint-Etienne-de-Rouvray "erano schedati" con la lettera 'S' che indica gli individui radicalizzati a rischio terrorismo.

Dopo la rapida identificazione di Adel Kermiche, una fonte giudiziaria ha confermato a BFM-TV il riconoscimento formale di Abdel Malik B., diciannovenne di Aix-Les-Bains, in Savoia. Noto anch'egli alle autorità transalpine come il coetaneo normanno era ricercato da cinque giorni dai servizi antiterrorismo che temevano un suo passaggio all'azione.

La nota segnaletica interna corredata con tanto di foto diramata domenica sera alle forze dell'ordine recitava così: "L'individuo sarebbe pronto a partecipare a un attentato sul territorio nazionale, potrebbe agire da solo o con complici". Fonti ben informate parlano di una soffiata giunta da un servizio di intelligence straniero. A quanto si apprende la famiglia non aveva più notizie di lui da lunedì mattina e il suo telefono squillava a vuoto.

Alla madre aveva detto che sarebbe andato nel vicino lago di Annecy a trovare un cugino ma poi si è dileguato nel nulla, almeno fino a ieri mattina quando ha colpito in Normandia insieme al compagno di merenda e di terrore. La polizia ha effettuato perquisizioni presso il suo domicilio di Aix-Les-Bains, poi a casa della sorella. Ad aprire la pista savoiarda è stata una carta d'identità ritrovata in casa del complice a Saint-Etienne-de-Rouvray. Tra l'altro, i due attentatori sono comparsi ieri sera in un macabro video in cui promettono fedeltà all'Isis.

Il filmato è stato realizzato dall'agenzia di stampa del 'Califfato', Amaq. Secondo la Bbc, i due parlano in arabo riferendosi ad Abu Bakr al-Baghdadi, uno di loro tiene in mano un laptop che mostra la bandiera nera dell'Isis. Mentre arrivano altri dettagli sulla figura di Kermiche.

Secondo Le Monde, il diciannovenne, in libertà vigilata con il braccialetto elettronico dopo i due tentativi di arruolarsi in Siria, aveva sofferto da giovanissimo di problemi psicologici. Tra i 6 e i 13 anni era stato portato presso un centro psichiatrico prima come "iperattivo" poi per "disturbi comportamentali".

Secondo il giornale gli erano state prescritte "cure mediche". Per un certo periodo aveva ricevuto assistenza in ospedale poi in un centro terapeutico e pedagogico. Intorno ai 12 anni era tornato a scuola dove si era distinto per un rendimento "al di sopra della media" macchiato però da una pessima condotta corredata di "violenze fisiche e verbali".

Le Monde dice che a diciassette anni era stato avvicinato da un predicatore. "Mi ha detto che (in Siria, ndr.) era meglio, molto meglio di qua dove non c'è lavoro, mi ha detto che era più facile laggiù", aveva raccontato agli inquirenti lo stesso Kermiche.

sda-ats

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