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Imparare la lingua del luogo o cercarsi un lavoro non bastano per integrarsi nel tessuto sociale. Per questo, la Conferenza tripartita sugli agglomerati (CTA) ha lanciato oggi ufficialmente il dialogo denominato "Convivenza".

Con questa sua iniziativa, in cui si sottolinea l'importanza del volontariato per l'integrazione sociale degli stranieri, la CTA - piattaforma politica della Confederazione, dei Cantoni, delle città e dei Comuni - intende suscitare numerosi scambi su piccola scala in seno alla popolazione e mettere in luce le possibilità di incontro tra immigrati e popolazione locale, indica una nota odierna della Segreteria di stato alla migrazione (SEM).

Per la consigliera federale Simonetta Sommaruga, "un'integrazione riuscita presuppone che la popolazione nativa vada incontro ai migranti mostrando loro com'è strutturata la vita quotidiana".

I rifugiati, ad esempio, "possono imparare a conoscere gli usi e costumi locali e superare gli ostacoli che incontrano nella vita quotidiana, per esempio nella convivenza in un palazzo o nella ricerca di un apprendistato, soltanto a contatto diretto con la popolazione locale".

Sempre per quanto riguarda i rifugiati, per la responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia "dobbiamo aiutarli ad affrontare la libertà che offre la Svizzera facendo loro capire che da noi l'impegno non è represso, bensì richiesto".

Dal canto suo Guy Morin, presidente della CTA e del governo cantonale di Basilea Città, ha sottolineato l'importanza dell'integrazione per un Paese come la Svizzera che ha una quota di migranti pari quasi al 25% della popolazione.

Benché lo Stato metta a disposizione corsi di lingua e altri strumenti per facilitare l'integrazione, l'impegno dei privati può agevolare il contatto diretto con la popolazione. A tale riguardo, per il biennio 2016/2017 la CTA sostiene 56 progetti in tutta la Svizzera nell'ambito del programma "contakt-citoyenneté".

Il progetto "Vivre ensemble" di Bienne (BE) offre per esempio alle giovani mamme che vivono isolate la possibilità di partecipare a visitare guidate della città e di conoscere così parchi giochi, biblioteche e consultori.

Il progetto "Dialogue en Route", che prenderà il via nel 2017 sotto il patrocinio della comunità di lavoro interreligiosa IRAS COTIS, intende far conoscere invece la molteplicità religiosa e culturale della Svizzera.

Giovani guide formate appositamente conducono classi e altri gruppi attraverso luoghi di culto, istituti culturali e formativi nonché lungo percorsi allestiti quali luoghi di apprendimento e di incontro.

sda-ats

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