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Sono rientrate a Tokyo nelle prime ore del mattino le salme dei sette cittadini giapponesi tra le vittime dell'attacco terroristico nel ristorante di Dacca, in Bangladesh.

Ad attenderli una delegazione che includeva il ministro degli Esteri Fumio Kishida, l'ambasciatore del Bangladesh in Giappone Rabab Fatima e il capo dell'Agenzia giapponese di cooperazione internazionale, per la quale alcune delle vittime lavoravano nel Paese del sudest asiatico.

Sull'aereo messo a disposizione del governo nipponico si trovavano anche i familiari delle vittime, a cui le autorità offriranno assistenza e supporto psicologico. Sulle bare bianche sono state deposte delle corone dei fiori e si è osservato un minuto di silenzio.

In mattinata l'esecutivo ha convocato una riunione ministeriale per discutere le questioni legate alla sicurezza, al termine della quale il premier Shinzo Abe ha affermato che il Giappone non si piegherà al terrorismo e implementerà maggiori misure con l'aiuto della comunità internazionale per eliminare ogni minaccia di pericolo.

Nella giornata di ieri Abe aveva avuto una conversazione con il presidente del consiglio Matteo Renzi, ribadendo l'impegno a una maggiore cooperazione in vista del prossimo incontro a margine del summit Asia-Europa in programma il 15 e 16 luglio a Ulan Bator, in Mongolia.

sda-ats

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