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Un nuovo impiego che fa discutere.

KEYSTONE/EPA FILE/PATRICK SEEGER

(sda-ats)

Imbarazzo, delusione e la consapevolezza di una scelta che, almeno nel clima del post-Brexit, può risultare agli occhi dell'opinione pubblica quanto meno inopportuna.

Sono questi i commenti che dietro le quinte si raccolgono nei palazzi delle istituzioni europee - Commissione, Consiglio e Parlamento - sulla scelta dell'ex presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, di andare a lavorare per Goldman Sachs, una delle più importanti banche d'affari del mondo protagonista della crisi finanziaria del 2008 e di quella della Grecia.

Una scelta che Gianni Pittella, presidente del gruppo dei socialisti e democratici (S&D) all'Europarlamento, ha definito senza mezzi termini "deplorevole dal punto di vista politico e morale". Su Twitter Pittella ha sottolineato che "dopo dieci anni di un governo mediocre dell'Ue, ora l'ex presidente sarà al servizio di quelli che puntano a minare le nostre regole e i nostri valori".

Pittella è intervenuto sulla vicenda dopo gli attacchi lanciati a Barroso nei giorni scorsi da esponenti del governo di Parigi e oggi dagli eurosocialisti, che hanno invitato la banca d'affari americana a rinunciare all'ingaggio e le hanno lanciato un chiaro avvertimento. L'obiettivo dell'operazione, evidenziano in una nota gli eurosocialisti francesi, "è chiaramente quello di evitare o aggirare la perdita del 'passaporto europeo', in seguito alla Brexit, alle banche basate nel Regno Unito". Ma il Parlamento Ue vigilerà affinché ciò possa eventualmente avvenire solo con la piena accettazione di tutte le norme europee.

Ufficialmente la Commissione europea, attraverso il portavoce Margaritis Schinas, si è limitata a prendere atto della decisione di Barroso osservando che le "rigide regole" del codice di condotta fissato per i componenti dell'esecutivo europeo per le loro attività post-incarico "non sono state violate". L'ex presidente ha chiamato Jean Claude Juncker "per comunicargli la sua decisione - ha poi aggiunto Schinas - e il presidente della Commissione non intende né fare commenti né dare giudizi" sulla decisione del suo predecessore.

Ma non pare che Juncker abbia accolto con entusiasmo la notizia, anzi. Un disappunto che nasce da una preoccupazione più che legittima. La scelta di Borroso - la cui candidatura a Bruxelles venne fortemente sostenuto dagli inglesi - fornirà nuovi argomenti agli euroscettici, come già fatto da Marine Le Pen, per attaccare le istituzioni europee in un clima già arroventato dalla Brexit.

sda-ats

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