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Dopo l'annuncio della chiusura di tutte le filiali di Bata in Svizzera e il licenziamento di 175 dipendenti, la direzione dell'azienda continua a rifiutare un piano sociale per il personale. Lo ha denunciato oggi il Unia, che ha organizzato azioni di protesta.

Dopo un primo incontro, la direzione di Bata si è detta contraria alla ricerca di una soluzione collettiva, come previsto dalla legge vigente in materia, critica il sindacato in una nota odierna. "Le singole misure proposte dalla società sono insufficienti e arbitrarie", prosegue Unia, che chiede di salvare il maggior numero di posti di lavoro possibile. "Bisognerà inoltre prevedere soluzioni particolari per i collaboratori più anziani e gli apprendisti devono poter portare a termine il loro tirocinio in un'altra azienda", aggiunge.

Il sindacato ha organizzato azioni di protesta davanti alle sedi di Losanna e Basilea e in numerose filiali, in particolare in Ticino, a Ginevra, Neuchâtel, in Vallese, ad Aarau, Thun (BE) e Zurigo.

Lo scorso 16 aprile Bata aveva confermato la chiusura dei suoi 29 negozi in Svizzera. Il colosso della scarpa - con oltre 4900 punti vendita in 70 Paesi e 24 siti di produzione - aveva giustificato il provvedimento adducendo il turismo degli acquisti favorito dalla forza del franco, la concorrenza online e la saturazione del mercato.

sda-ats

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