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Il logo del gigante chimico-farmaceutico tedesco

Keystone/AP/MICHAEL SOHN

(sda-ats)

Il consiglio di vigilanza di Bayer tornerà a riunirsi il prossimo 14 settembre per valutare un possibile rialzo dell'offerta su Monsanto.

Lo scrive l'agenzia Bloomberg riportando le indiscrezioni di una fonte vicina alla compagnia. La fonte non esclude nemmeno la possibilità di un'Opa ostile.

La potenziale intesa fra il colosso tedesco chimico-farmaceutico e la multinazionale di biotecnologie per l'agricoltura si sta trasformando in una telenovela che va avanti da mesi. La prima offerta di Bayer risale a maggio. Allora i tedeschi valutarono Monsanto 62 miliardi di dollari. Troppo poco, secondo il colosso delle sementi, che - ricevute i primi approcci - ha a stretto giro convocato il cda e rifiutato la proposta, giudicandola "finanziariamente inadeguata".

Bayer non si è persa d'animo, tornando su suoi passi a luglio, rilanciando e mettendo questa volta sul piatto circa 66 miliardi di dollari. Anche in questo caso, Monsanto ha rispedito l'offerta al mittente, facendo peraltro sapere di avere trattative aperte anche con altri potenziali partner, identificati dal mercato con Basf. I tre protagonisti (Bayer, Monsanto e Basf) sono infatti i giganti rimasti fuori dall'ondata di consolidamento dell'industria dell'agrochimica, dopo gli accordi di Dow Chemical e DuPont e quelle di Syngenta con ChemChina.

La porta non si è tuttavia del tutto chiusa ed anche nel mese di agosto le discussioni sono proseguite nel tentativo di concludere le nozze che porterebbero al più grande produttore di pesticidi e sementi su scala mondiale.

sda-ats

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