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Prosegue lo stato di agitazione di una parte delle guardie penitenziarie in Belgio, che vanno avanti con uno sciopero ormai giunto al suo quarantasettesimo giorno.

Stamani una delegazione di una ventina di guardie carcerarie di Namur ha suonato alla porta di casa del premier Charles Michel, intorno alle 06:00, per chiarimenti sulle loro rivendicazioni. Lo riportano i media on-line del Belgio.

Sul posto è intervenuta anche la polizia. Le guardie carcerarie sono rimaste circa due ore ad attendere il primo ministro, ma senza poterlo incontrare, visto che si trova a Dresda, in Germania, per una riunione del gruppo Bilderberg. Il portavoce di Michel ha condannato l'iniziativa, facendo sapere che ha provocato un grande spavento alla famiglia del premier.

sda-ats

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