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Il ministro Guy Parmelin oggi si è espresso in merito alle accuse del Blick.

/KEYSTONE/MANUEL LOPEZ

(sda-ats)

Il Blick accusa oggi Guy Parmelin di aver cercato di difendere privilegi fiscali per gli agricoltori, a vantaggio del fratello. Il consigliere federale nega l'esistenza di conflitti di interesse, ma lunedì dovrà spiegarsi davanti alla Commissione della gestione.

A inizio marzo, il governo aveva licenziato un messaggio che prevedeva il ritorno alla situazione applicata fino al 2011 per quel che concerne la tassazione dei fondi agricoli. Sino a tale data, quando la prassi fu limitata dal Tribunale federale (TF), tutti i fondi di un'azienda agricola o silvicola beneficiavano di un'imposizione privilegiata, in maniera che l'utile derivante dall'aumento di valore rimaneva esente dall'imposta federale diretta (IFD).

Tali disposizioni si applicavano a quelle parcelle situate in zona edificabile ma utilizzate come terreni agricoli e come tali considerati dalle autorità fiscali. Nei Cantoni i guadagni sarebbero assoggettati all'imposta sugli utili da sostanza immobiliare.

Stamattina in prima pagina il Blick aveva accusato Parmelin di imparzialità e di aver agito per aiutare suo fratello. Secondo il quotidiano zurighese, il consigliere federale aveva redatto un corapporto per chiedere ai colleghi di introdurre l'effetto retroattivo al 2011 al ritorno della tassazione privilegiata per i fondi agricoli.

Quasi in contemporanea - il 5 marzo - Guy Parmelin aveva venduto a suo fratello Christophe, con effetto al primo di gennaio scorso, una sua parcella di Bursins (VD), situata in zona edificabile ma attualmente coltivata a vigna e quindi considerata come terreno agricolo. Per il Blick, se la riforma passerà lo scoglio del Parlamento, Christophe Parmelin potrebbe risparmiare 200'000 franchi di imposte qualora decidesse di vendere il terreno allo scopo di edificare immobili.

Di tale risparmio fiscale potrebbe beneficiare anche il consigliere federale Parmelin se venisse introdotta la clausola retroattiva: la Legge federale sul diritto fondiario rurale prevede infatti che l'ex proprietario di un fondo agricolo possa beneficiare per 25 anni di parte dell'utile in caso di vendita. E il potenziale utile potrebbe essere notevole dato che la parcella ha un valore fiscale di soli 9800 franchi.

In una conferenza stampa convocata all'ultimo momento - "ho dovuto interrompere la redazione della dichiarazione delle imposte per venire", ha affermato Parmelin - il consigliere federale vodese ha respinto al mittente le accuse del Blick. "Non c'era alcuna necessità di ricusarmi visto che il proprietario della parcella è mio fratello e che io non ho più alcuna voce in capitolo sulla gestione dell'azienda", ha sostenuto Parmelin.

Quanto alla redazione del corapporto per chiedere la retroattività, il consigliere federale spiega che non ha nulla a che vedere con l'azienda di famiglia, dato che non c'è assolutamente nessuna intenzione di vendere la parcella incriminata. Dalla sentenza del TF nel 2011, l'azienda agricola di famiglia non ha peraltro proceduto a cessioni di terreni. "Se per ipotesi mio fratello dovesse comunque vendere, potrei rinunciare alla mia parte", ha aggiunto Parmelin.

Per il ministro democentrista è poi normale che un consigliere federale intervenga anche in ambiti che non sono di stretta competenza del suo dipartimento. "Era un dossier che mi stava a cuore e che conoscevo bene visto che l'avevo difeso già quando ero parlamentare", ha spiegato Parmelin ricordando che il suo cantone - Vaud - sostiene attivamente la riforma.

Per Parmelin, insomma, si è trattato di una coincidenza: "appena eletto consigliere federale mi sono adoperato per separarmi dalle mie attività economiche, come prevede la legge". "Il 5 marzo ho firmato l'atto di vendita a mio fratello", ha aggiunto.

Quasi contemporaneamente il governo si è occupato del ritorno all'imposizione privilegiata dei fondi agricoli. Ma tale progetto legislativo era stato chiesto dal Parlamento quando, nel 2014, aveva approvato una mozione in tal senso di Leo Müller (PPD/LU). La procedura di consultazione che proponeva queste modifiche era stata svolta nell'estate del 2015, quando Parmelin non era ancora in governo.

A inizio marzo, quando il Consiglio federale aveva licenziato il messaggio a destinazione del Parlamento, lo aveva del resto fatto a "malincuore" visto che a suo tempo, l'esecutivo aveva chiesto alle Camere di bocciare l'atto parlamentare di Müller.

Nel messaggio per il Parlamento non figura inoltre la nozione di retroattività, che secondo il Blick Parmelin aveva sollecitato. Questa clausola è però stata introdotta dalla Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N) e poi ratificata dal plenum.

Il Consiglio degli Stati deve ancora esprimersi. Una sua commissione, quella della gestione (CdG-S), intende intanto interrogare lunedì Parmelin sul caso.

La CdG-S vorrà avere il parere del consigliere federale sulla vicenda e su come interpreta la regola della ricusa, ha affermato all'ats il presidente della commissione Hans Stöckli, confermando quanto pubblicato dal sito del Blick. Quella di lunedì è una seduta ordinaria, e la presenza di Parmelin era già prevista, ha aggiunto.

Alla seduta parteciperà anche Johann Schneider-Ammann. Al presidente della Confederazione la CdG-S vuole chiedere come sia possibile che l'esistenza di un documento confidenziale come il corapporto di Parmelin sia diventata di dominio pubblico.

sda-ats

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