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Dopo un avvio in leggero ribasso la Borsa svizzera ha ampliato le perdite: alle 11.20 l'indice dei valori guida SMI segnava 8247,67 punti, in flessione dello 0,72% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI perdeva lo 0,64% a 8' 983,91 punti.

Gli investitori sembrano voler tirare il fiato, archiviate alcune sedute positive. La scarsa propensione agli acquisti è favorita anche dai mediocri dati congiunturali europei: l'indice Pmi composito dell'Eurozona è sceso in settembre ai minimi degli ultimi 20 mesi.

Per quanto riguarda i singoli titoli per una volta sotto pressione è Nestlé (-1,73%), titolo tradizionalmente assai stabile: secondo gli operatori pesano i realizzi di guadagno su un valore che presenta comunque tuttora una buona performance rispetto a venerdì scorso. Le vendite interessano anche gli altri due pesi massimi difensivi, Novartis (-0,63%) e Roche (-0,37%).

Male orientata è pure la gran parte dei titoli più sensibili ai cicli economici come Adecco (-0,45%), Geberit (-0,21%) e LafargeHolcim (-0,85%); fa eccezione ABB (+0,05%). Nel segmento del lusso Swatch (-0,83%) ha qualche problema in più di Richemont (-0,17%).

UBS (-0,52%) si è solo inizialmente smarcato dalla tendenza generale, raggiungendo poi gli altri bancari Credit Suisse (-1,75%) e Julius Bär (-1,01%). Alla stesso modo si muovono pure gli assicurativi Zurich (-0,47%) e Swiss Life (-0,62%), mentre offre resistenza Swiss Re (+0,06%).

Nel mercato allargato in evidenza Aryzta (+9,45%), dopo la notizia dell'arrivo di un nuovo presidente del consiglio di amministrazione. Alpiq (+0,50%) ha reagito bene all'annuncio della vendita di una centrale a gas in Ungheria. Von Roll (+1,45%) ha comunicato la sostituzione del presidente della direzione.

sda-ats

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