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Inizio di settimana in timido rialzo per la borsa svizzera, che ha accelerato nel finale dopo essersi mostrata per lunghi tratti in territorio negativo: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8161,60 punti, in progressione dello 0,07% rispetto a venerdì.

Il listino globale ha guadagnato lo 0,17% a 8837,97 punti.

Dopo il fallito colpo di stato in Turchia la seconda metà di luglio è cominciata all'insegna della prudenza. Stando agli analisti nonostante le turbolenze politiche l'impatto economico del golpe sull'Europa dovrebbe rimanere limitato, sebbene le ripercussioni si annuncino importanti su singoli settori come quello del turismo. "Per le borse un non-evento", ha commentato un operatore. Ma quanto sta succedendo potrebbe aggravare la crisi dei rifugiati, portando a toni più aspri il dibattito sui migranti nell'Eurozona.

Né il tentativo di putsch né l'attentato di Nizza sembrano però scuotere a fondo i mercati azionari: il movimento al ribasso è frenato dalla politica monetaria ultra espansiva praticata dalle banche centrali e dai bassi tassi di interesse offerti dalle obbligazioni. D'altra parte non vi sono attualmente nemmeno sostanziali margini di miglioramento verso l'alto, considerato le mediocri prospettive a livello di dividendi e il già elevato corso delle azioni.

Sul fronte interno l'attualità era dominata da Givaudan (+2,38% a 2106,00 franchi) e SGS (-4,75% a 2204,00 franchi), che hanno presentato i semestrali. La prima azienda non ha subito un rallentamento del fatturato, cosa che è stata bene accolta dagli specialisti, mentre la seconda ha deluso per quanto riguarda gli utili. Considerato che SGS venerdì ha raggiunto il suo massimo di sempre sono scattati i realizzi di guadagno.

Hanno mostrato dinamismo nelle ultime battute di seduta diversi valori sensibili alla congiuntura come Adecco (+0,85% a 53.55 franchi ), LafargeHolcim (+1,21% a 44.49 franchi) e Geberit (+0,22% a 372.20 franchi), mentre ha arrancato ABB (-0,05% a 19,65 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (invariata a 267,00 franchi), sotto pressione venerdì dopo l'avvertimento sugli utili, ha ridotto con il passare delle ore lo scarto rispetto a Richemont (+0,09% a 58,20 franchi).

Con accenti diversi hanno chiuso i bancari Credit Suisse (+0,90% a 11,18 franchi), UBS (invariata a 12,94 franchi) - che secondo fonti giudiziarie rischia una multa miliardaria in Francia - e Julius Bär (+0,65% a 40,28 franchi). Maggiore unanimità di vedute è stata offerta dagli assicurativi Zurich (+0,68% a 236,40 franchi), Swiss Life (+1,14% a 222,40 franchi) e Swiss Re (+0,72% a 83,90 franchi).

Roche (-0,94% a 253,20 franchi) ha sofferto per i risultati clinici negativi concernenti il suo farmaco Gazyvaro. A lungo fermi al palo sono rimasti gli altri due pesi massimi difensivi, Nestlé (+0,32% a 78,10 franchi) e Novartis (+0,12% a 80,45 franchi): la multinazionale renana informerà domani sull'andamento degli affari. Completano il quadro delle blue chip Actelion (+0,83% a 170,40 franchi), Swisscom (-0,21% a 481,80 franchi) e Syngenta (+0,66% a 381,20 franchi).

Nel mercato allargato Schaffner (-0,44% a 225,00 franchi) è calata ancora dopo l'annuncio a sorpresa venerdì della partenza con effetto immediato del suo CEO. In flessione anche il costruttore di macchine tessili Rieter (-0,85% a 198.50 franchi), che potrebbe subire i contraccolpi della crisi in Turchia, un mercato importante. Emmi (+2,28% a 627.00 franchi) ha comunicato di aver rilevato la quota rimanente del 40% nella Mittelland Molkerei AG.

sda-ats

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