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La borsa svizzera avvia la settimana con una seduta in timido rialzo: l'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 8305,28 punti, in progressione dello 0,12% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,13% a 9033,76 punti.

La seduta si è presentata assai poco effervescente, con fluttuazioni minime dei corsi e con volumi di scambio limitati. "Siamo in una fase attendista", ha commentato un operatore.

Gli investitori sembrano orientati alla prudenza, in attesa di conoscere mercoledì i verbali dell'ultima seduta della Federal Reserve. Sul fronte congiunturale dagli Usa sono arrivati indicatori deludenti, che sono stati però compensati da una ripresa del prezzo del petrolio.

Il mercato conferma la sua ritrosia a superare gli 8300 punti, una soglia di valore non solo simbolico, considerando che dallo scorso febbraio l'indice SMI ha oscillato fra questo livello e i 7700 punti. Tutti si chiedono ora se questa settimana si riuscirà finalmente a sfondare verso l'alto. Potrebbero in tal senso avere un ruolo fondamentale i numerosi risultati semestrali che verranno pubblicati in questi cinque giorni: informeranno sull'andamento degli affari 35 aziende quotate sulla piazza elvetica, fra cui tre blue chip.

La più importante fra queste è Nestlé (+0,06% a 79,85 franchi), che renderà noti i suoi conti giovedì e che si è mossa non lontano dagli altri due pesi massimi difensivi, Novartis (+0,31% a 80,30 franchi) e Roche (+0,12% a 248,80 franchi). "Se Nestlé dovesse sorprendere in positivo, l'intero mercato potrebbe schizzare verso l'alto", ha osservato uno specialista. In giornata il titolo ha superato per la prima volta nella storia gli 80 franchi.

Fra i valori più sensibili alla congiuntura LafargeHolcim (-0,19% a 51,60 franchi) ha virato in negativo, raggiungendo Adecco (-0,62% a 56,05 franchi) - penalizzata dai realizzi di guadagno dopo i recenti rialzi - e ABB (-0,14% a 21,55 franchi). Geberit (+0,27% a 401,70 franchi), che pubblicherà domani il bilancio di metà anno, è rimasta così isolata con il segno più. Nel segmento del lusso Swatch (+0,15% a 267,80 franchi) si è mossa in linea con Richemont (+0,33% a 60,65 franchi).

Movimenti relativamente più ampi nel corso della giornata sono stati offerti dai bancari UBS (-0,44% a 13,47 franchi), Credit Suisse (invariata a 11,68 franchi) e Julius Bär (-0,22% a 41,74 franchi). In ordine sparso hanno chiuso gli assicurativi Zurich (+0,32% a 253,80 franchi), Swiss Life (+1,23% a 238,40 franchi) e Swiss Re (invariata a 84,25 franchi).

Swisscom (-0,04% a 486,80 franchi) ha marciato sul posto, a pochi giorni dalla presentazione dei risultati semestrali. Tonica è rimasta per contro durante tutta la giornata Actelion (+0,87% a 162,40 franchi), con un effetto di rimbalzo dopo la performance negativa della settimana scorsa.

Completano lo scacchiere dei titoli principali Givaudan (+0,15% a 2065,00 franchi), SGS (invariata a 2189,00 franchi) e Syngenta (+0,29% a 382,10 franchi).

Nel mercato allargato Lonza (+0,27% a 189,00 franchi) ha annunciato l'acquisizione di una società americana per 300 milioni di dollari. Basilea (+1,25% a 72,90 franchi) ha diminuito la perdita semestrale, mentre Orascom (-0,29% a 6,88 franchi) è scivolata nelle cifre rosse.

Barry Callebaut (-4,48% a 1279,00 franchi) ha sofferto per un cambiamento di raccomandazione da parte di UBS. In netta progressione ha terminato Meyer Burger (+9,09% a 4,80 franchi), che informerà mercoledì sull'andamento degli affari.

sda-ats

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