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La borsa svizzera ha chiuso in lieve rialzo una seduta assai poco dinamica. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8449,19 punti, in progressione dello 0,29% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha guadagnato lo 0,26% a 9198,87 punti.

Il mercato ha trascorso tutta la giornata in una ristretta fascia di oscillazione. Stando agli operatori sono mancati gli impulsi in grado di dare un orientamento marcato ai corsi.

Negli Usa ieri il Dow Jones ha fallito per l'ennesima volta l'assalto alla soglia psicologica dei 20'000 punti e tutto appare fermo in attesa dell'importante conferenza stampa che terrà domani il presidente eletto Donald Trump. Si aspettano indicazioni più concrete sull'orientamento che il nuovo inquilino della Casa Bianca vorrà dare all'economia.

Cresce inoltre la curiosità per l'inizio della stagione dei risultati aziendali. Un primo piatto forte sarà presentato venerdì, quando saranno pubblicati i bilanci di Bank of America, JP Morgan e Wells Fargo.

I titoli che salgono hanno sostanzialmente compensato quelli che sono scesi: è in atto quello che in termini tecnici viene definita una rotazione settoriale, con gli investitori che vendono le azioni di comparti che hanno avuto una buona performance per passare a segmenti che si spera in crescita.

Per quanto riguarda i singoli titoli hanno recuperato nel finale i valori di grandi banche quali UBS (-0,12% a 16,78 franchi) e Credit Suisse (-0,13% a 15,89 franchi), che soprattutto inizialmente hanno sofferto per i mai sopiti timori relativi alla tenuta degli istituti italiani, mentre nello stesso settore si è fin da subito difesa meglio Julius Bär (+0,55% a 47,46 franchi). Negativi sono rimasti per tutta giornata gli assicurativi Zurich (-0,18% a 284,10 franchi), Swiss Life (-0,94% a 294,30 franchi) e Swiss Re (-0,21% a 95,85 franchi).

Meglio orientate sono apparse le azioni maggiormente sensibili ai cicli economici come Adecco (+0,72% a 69,85 franchi), Geberit (+0,12% a 410,20 franchi), ABB (+1,24% a 22,12 franchi) - che ha staccato un ordine da 640 milioni di dollari in India - e LafargeHolcim (+0,47% a 53,90 franchi). Nel segmento del lusso Richemont (+3,96% a 70,90 franchi), che giovedì pubblicherà i trimestrali relativi all'importante periodo natalizio, è stata favorita da una raccomandazione di Morgan Stanley e si è rivelata ancora più tonica di Swatch (+2,83% a 294,30 franchi).

Syngenta (-0,19% a 413,40 franchi) ha proposto concessioni a Bruxelles per ottenere il via libera dell'Ue alla sua fusione con ChemChina. Swisscom (-0,92% a 461,90 franchi) si è vista abbassare nettamente l'obiettivo di corso da parte di Goldman Sachs.

Non ha sfigurato Actelion (+1,62% a 231,40 franchi) e un certo vigore è stato riscontrato nello stesso ramo farmaceutico anche da Novartis (+0,53% a 75,40 franchi) e Roche (+0,62% a franchi). Ha inciso per contro negativamente sul listino Nestlé (-0,54% a 74,30 franchi). Per completare il quadro delle blue chip vanno menzionate anche Givaudan (-1,97% a 1845,00 franchi) e SGS (-0,76% a 2098,00 franchi).

Nel mercato allargato gli occhi erano puntati su Sika (-0,25% a 4801,00 franchi), che ha presentato il fatturato 2016. Anche Evolva (-23,68% a 0,58 franchi) ha pubblicato una prima previsione al riguardo, deludendo gli analisti. Lifewatch (-1,59% a 9,89 franchi) ha comunicato l'intenzione di ritirarsi dal mercato della sorveglianza dei tempi di coagulazione del sangue, cosa che ha fatto scattare una richiesta di risarcimento per 5,5 milioni di dollari.

SDA-ATS