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Grazie a un'accelerazione nel finale, dopo un discorso della presidente della Fed Janet Yellen, la Borsa svizzera ha chiuso in lieve rialzo una seduta trascorsa quasi interamente in rosso. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8168,32 punti, su dello 0,33%.

Il listino globale SPI ha pure guadagnato lo 0,33%, attestandosi a 8888,07 punti.

Nel suo intervento, fortemente atteso, durante l'incontro dei banchieri centrali di Jackson Hole (Usa), Yellen ha aperto in maniera esplicita a un rialzo dei tassi, ma non si è espressa sui tempi della stretta monetaria. Wall Street ha comunque reagito positivamente, trascinando con sé anche le piazze europee.

Non ha per contro smosso il mercato il dato sulla crescita statunitense nel secondo trimestre (+1,1%), risultato in linea con le aspettative. Sempre sul fronte congiunturale dall'Eurozona sono giunti segnali contrastanti: l'economia francese non si espande più, mentre la propensione ai consumi in Germania è migliorata.

Per quanto riguarda i singoli titoli l'atmosfera generale era di bonaccia, con variazioni delle blue chip quasi interamente frazionali. Fra i bancari la prospettiva di un aumento dei tassi ha giovato più a UBS (+0,81% a 13,77 franchi) e a Credit Suisse (+1,25% a 12,17 franchi) che a Julius Bär (+0,48% a 40,17 franchi). Poco tonici si sono dimostrati gli assicurativi Zurich (invariata a 245,50 franchi) e Swiss Life (-0,04% a 241,00 franchi), mentre Swiss Re (+0,31% a 81,25 franchi) ha beneficiato di una performance migliore.

In ordine sparso si sono mossi i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (+0,66% a 21,44 franchi), Adecco (-0,18% a 56,20 franchi), Geberit (+1,03% a 433,10 franchi) e LafargeHolcim (+1,47% a 51,80 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (-0,23% a 257,70 franchi) non si è discosta molto da Richemont (-0,17% a 58,95 franchi).

Hanno recuperato nel tardo pomeriggio i farmaceutici Novartis (+0,13% a 77,40 franchi) e Roche (+0,25% a 240,90 franchi): in un primo tempo i due valori avevano nuovamente sofferto per le dichiarazioni della candidata alla presidenza americana Hillary Clinton riguardo alla necessità di abbassare il prezzo dei medicamenti. Si è staccato dai blocchi di partenza solo nel finale il terzo peso massimo difensivo, Nestlé (+0,32% a 77,85 franchi).

Completano il quadro delle blue chip Actelion (+0,67% a 165,30 franchi), Givaudan (+0,79% a 2048,00 franchi), SGS (+0,28% a 2170,00 franchi), Swisscom (+0,45% a 471,20 franchi) e Syngenta (-0,05% a 421,10 franchi).

Nel mercato allargato ha in parte recuperato rispetto alla mattinata U-blox (-4,87% a 226,70 franchi), dopo risultati semestrali in crescita, ma non quanto si attendevano gli analisti. Bene accolto è stato invece il bilancio intermedio di Alpiq (+8,58% a 84,80 franchi). Hanno informato sull'andamento degli affari anche Bachem (+4,50% a 83,60 franchi) e Adval Tech (0,90% a 245,70 franchi).

sda-ats

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