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La Borsa svizzera chiude con una seduta in ribasso una settimana complessivamente poco movimentata. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8264,13 punti, in flessione dello 0,61% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,65% a 8978,18 punti.

La giornata è stata descritta come poco ispirata e con limitati volumi di contrattazione, con una netta tendenza al calo nel finale. Continua a farsi sentire una certa delusione per la decisione della Banca centrale europea, che ieri non ha annunciato nuove misure di stimolo. "Le aspettative erano forse un po' troppo elevate", ha riconosciuto un operatore interrogato dalla Reuters.

Il test nucleare nordcoreano non ha impressionato gli investitori. Ma certamente è un fattore che non favorisce la propensione al rischio, ha spiegato lo specialista.

Sul fronte congiunturale in Cina l'inflazione è scesa in agosto al livello minimo da quasi un anno a questa parte. Anche il surplus commerciale tedesco è calato in luglio, deludendo le attese. Ma questi non sono stati impulsi in grado di smuovere i corsi, messisi veramente in movimento solo dopo l'avvio di Wall Street. "Rimaniamo in ostaggio della banche centrali", si è rammaricato un operatore.

In Svizzera scarseggiavano le notizie di rilievo concernenti le blue chip. Hanno proseguito la tendenza al recupero dopo i minimi di luglio i bancari UBS (+1,62% a 14,47 franchi), Credit Suisse (+2,49% a 13,58 franchi), mentre è rimasta ferma al palo Julius Bär (-0,02% a 42,85 franchi): stando agli esperti gli investitori sono a caccia di titoli che hanno sofferto negli ultimi tempi e che offrono quindi un interessante potenziale di ripresa.

Nello stesso comparto finanziario si sono mossi bene anche gli assicurativi Zurich (+0,39% a 258,00 franchi) e Swiss Life (+0,84% a 253,00 franchi), mentre si è smarcata Swiss Re (-1,09% a 86,45 franchi), penalizzata da uno studio di Barclays.

Hanno ripiegato nel finale i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-0,82% a 21,87 franchi), Adecco (-1,12% a 57,15 franchi), Geberit (-2,58% a 419,90 franchi) e LafargeHolcim (-3,15% a 50,75 franchi). Nel segmento del lusso con il passare delle ore sono arretrate sia Swatch (-0,48% a 266,90 franchi), sia Richemont (-1,66% a 59,15 franchi).

SGS (-2,17% a 2159,00 franchi) ha subito negativamente un cambiamento di raccomandazione da parte di Morgan Stanley. Male orientati si sono mostrati per tutta la seduta i valori farmaceutici Novartis (-0,83% a 77,40 franchi), Roche (-1,11% a 240,00 franchi) e Actelion (-1,80% a 164,10 franchi). Inizialmente ha per contro cercato di trainare il listino Nestlé (-0,32% a 78,30 franchi), raccomandata da Deutsche Bank, ma è poi stata trascinata dalla corrente generale.

Completano il quadro dei 20 valori principali Givaudan (-1,89% a 2022,00 franchi), Swisscom (-0,98% a 474,70 franchi) e Syngenta (+0,05% a 432,00 franchi).

Nel mercato allargato DKSH (+1,88% a 70,30 franchi) ha beneficiato di un giudizio positivo di HSBC. Gurit (-1,42% a 763,00 franchi) ha reso nota una commessa per un volume di 15 milioni di franchi.

sda-ats

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