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La borsa svizzera chiude in ribasso la prima e poco movimentata seduta di una settimana destinata a diventare assai più animata. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8'362,60 punti, in flessione dell'1,06% rispetto a venerdì.

Il listino globale SPI ha perso lo 0,91% a 9121,83 punti.

"L'atmosfera generale era poco incoraggiante", ha commentato un operatore. Hanno pesato il taglio del rating dell'Italia, lo scenario di una possibile Brexit "dura" e il timore che la minaccia proferita dal nuovo presidente americano Donald Trump di imporre dazi punitivi ai costruttori automobilistici possa portare a una guerra commerciale.

Oggi le notizie di rilievo scarseggiavano e le contrattazioni sono state contraddistinte da una certa letargia, complice la festività negli Usa, con Wall Street chiusa e numerosi investitori ancora impegnati nel weekend lungo. Ma da domani nessuno si potrà più lamentare per la carenza di impulsi: sia negli Usa che in Europa è attesa la pubblicazione di una raffica di dati macroeconomici e di bilanci aziendali. Inoltre giovedì la Banca centrale europea renderà noti i suoi ultimi orientamenti in materia di politica monetaria e venerdì Trump assumerà ufficialmente le sue funzioni

Per quanto riguarda i singoli titoli sotto pressione sono rimasti per tutta la giornata i bancari UBS (-1,73% a 17,04 franchi) e Credit Suisse (-1,67% a 15,85 franchi), che hanno sofferto per i realizzi di guadagno dopo l'ultima seduta molto positiva sulla scia dei risultati diffusi dai concorrenti americani. Julius Bär (-0,75% a 47,78 franchi) ha perso meno perché sostenuta da una raccomandazione di Goldman Sachs. Le vendite del comparto finanziario hanno interessato anche gli assicurativi Zurich (-0,78% a 281,50 franchi), Swiss Life (-1,01% a 292,60 franchi) e Swiss Re (-2,44% a 94,05 franchi): quest'ultima azione ha risentito in modo particolare di un giudizio negativo di UBS.

Non perfettamente all'unisono si sono mossi i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-0,88% a 22,47 franchi), Adecco (-0,78% a 70,05 franchi), Geberit (+0,29% a 415,20 franchi) - domani fornirà il dato sul fatturato 2016 - e LafargeHolcim (-3,04% a 52,60 franchi).

Nel segmento del lusso Swatch (-0,93% a 350,30 franchi) è rimasta in linea con Richemont (-0,78% a 76,80 franchi) nel giorno in cui si è aperto l'importante salone orologiero di Ginevra. I due titoli si sono mostrati i più dinamici dell'SMI nel 2017.

Swisscom (-1,50% a 454,30 franchi) è stata penalizzata da una valutazione di Berenberg: ma è opinione comune che questo incide in modo abbastanza notevole semplicemente perché i volumi di scambio sono risultati limitati. Syngenta (+0,60% a 421,50 franchi) è stata fra i pochi titoli in controtendenza, dopo che Sinochem ha smentito progetti di fusione con ChemChina.

Nel comparto farmaceutico Actelion (-0,30% a 230,60 franchi) ha galleggiato vicino alla parità, mentre sono tornati ad arretrare i giganti Novartis (-1,23% a 72,10 franchi) e Roche (-1,42% a 235,60 franchi). Non è riuscita a sottrarsi alla tendenza generale nemmeno Nestlé (-0,60% a 74,05 franchi). Completano il quadro dei 20 titoli principali Givaudan (-1,24% a 1825,00 franchi) e SGS (-0,33% a 2139,00 franchi).

Nel mercato allargato ha informato sull'andamento degli affari BB Biotech (-2,13% a 55,10 franchi). AMS (+1,45% a 31,50 franchi) ha approfittato di una raccomandazione di Credit Suisse.

SDA-ATS