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La borsa svizzera insiste nella fase negativa: alle 15.10 l'indice dei valori guida SMI segnava 7788,29 punti, in flessione dell'1,70% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI perdeva l'1,63% a 8446,01 punti.

Tutti mercati si stanno avvicinando in un clima di forte preoccupazione al referendum della Gran Bretagna sulla permanenza nell'Ue, in programma la prossima settimana. Fonti di incertezza sono anche le sedute della Federal Reserve, mercoledì, e della Banca nazionale svizzera (BNS), il giorno seguente. Venerdì è inoltre la giornata con le scadenze Eurex.

Considerato il quadro poco rassicurante gli investitori tendono a disimpegnarsi. L'SMI ha quindi confermato il trend negativo della settimana scorsa ed è sceso ai minimi dall'inizio di maggio. L'indice di volatilità è salito da parte sua ai massimi da febbraio, mentre il corso dell'euro, calato negli ultimi tempi, si sta stabilizzando intorno a 1,0880.

Per quanto riguarda i singoli titoli sotto pressione sono i bancari UBS (-2,59%), Credit Suisse (-3,56%) e Julius Bär (-1,68%). Le vendite del comparto finanziario interessano anche gli assicurativi Zurich (-2,79%), Swiss Re (-2,68%) - che soffre anche per un giudizio di Credit Suisse - e Swiss Life (-2,20%).

Fra i valori più sensibili ai cicli economici arretra pesantemente LafargeHolcim (-4,46%), dopo un articolo del Financial Times sull'ampliamento dei programmi di disinvestimento. Male orientati sono pure ABB (-2,19%), Adecco (-2,594%) e Geberit (-1,62%). Nel segmento del lusso Swatch (-2,25%) si muove in linea con Richemont (-1,80%).

Limitano le perdite SGS (-0,47%), grazie a una raccomandazione di Kepler Cheuvreux, e Syngenta (-0,15%), che può contare sempre sull'offerta d'acquisto da parte di ChemChina. Non sfuggono alla tendenza generale i pesi massimi difensivi Nestlé (-1,11%), Novartis (-1,38%) e Roche (-1,56%).

Nel mercato allargato si rivelano come sempre volatili Meyer Burger (-5,82%) e Charles Vögele (-4,76%).

sda-ats

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