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Dopo un inizio incerto la borsa svizzera sembra volersi orientare a un chiaro ribasso: alle 11.20 l'indice dei valori guida SMI segnava 8180,27 punti, in flessione dello 0,43% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI perdeva lo 0,50% a 8894,26 punti.

Gli investitori rimangono a bordo campo, confrontati con impulsi non univoci provenienti dall'Asia e dagli Stati Uniti. Gli occhi sono puntati sulla Federal Reserve, che stasera pubblicherà i verbali della seduta di luglio: l'interrogativo di fondo è legato ai tempi del rialzo dei tassi, dopo le dichiarazioni di alcuni membri dell'istituto che fanno pensare a una prossima stretta monetaria.

Per quanto riguarda il fronte interno scarseggiano oggi le notizie di rilievo concernenti le blue chip. Arretrano i bancari UBS (-0,75%), Credit Suisse (-0,86%) e Julius Bär (-1,41%). Le vendite del comparto finanziario interessano anche gli assicurativi Zurich (-0,56%), Swiss Life (-0,38%) e Swiss Re (-0,60%).

Male orientati sono pure i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (-0,33%), Adecco (-0,99%) e LafargeHolcim (-1,07%): fa eccezione Geberit (+0,29%), che continua a beneficiare dell'onda lunga dei risultati semestrali migliori del previsto diffusi ieri. Scarsa unanimità di veduta viene offerta dal segmento del lusso, con Swatch (+0,15%) più tonica di Richemont (-1,40%).

Non sfuggono alla tendenza generale i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,51%), che renderà noto domani il suo bilancio di metà anno, Novartis (-0,32%) e Roche (-0,29%).

Nel mercato allargato hanno informato sull'andamento degli affari Ascom (-4,17%), Meyer Burger (-2,13%), Banca cantonale di San Gallo (-0,75%), Hochdorf (-0,34%) e Cicor (-3,81%). Galenica (-2,95%) soffre per un cambiamento di raccomandazione di Vontobel.

sda-ats

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