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La seduta si conferma fiacca alla Borsa svizzera: alle 15.00 l'indice dei valori guida SMI segnava 8120,94 punti, in flessione dello 0,25% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI perdeva lo 0,22% a 8839,74 punti.

Il dato sulla crescita Usa nel secondo trimestre (+1,1%) era in linea con le aspettative e non ha smosso il mercato. Sempre sul fronte congiunturale dall'Eurozona sono giunti segnali contrastanti: l'economia francese non si espande più, mentre la propensione ai consumi in Germania è migliorata.

Vi è attesta intanto per il discorso che la presidente della Federal Reserve Janet Yellen pronuncerà all'incontro dei banchieri centrali di Jackson Hole, negli Usa.

Per quanto riguarda i singoli titoli l'atmosfera generale è di bonaccia, con variazioni delle blue chip meramente frazionali. Fra i bancari marciano sul posto UBS (+0,07%), mentre hanno accelerato Credit Suisse (+0,83%) e Julius Bär (+0,33%). Stanno ripiegando gli assicurativi Zurich (-0,37%), Swiss Life (-0,29%) e Swiss Re (-0,19%).

In ordine sparso si presentano i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (+0,05%), Adecco (-0,44%), Geberit (+0,26%) e LafargeHolcim (+0,59%). Nel segmento del lusso Swatch (-0,39%) è soffre in modo analogo a Richemont (-0,68%).

Incidono negativamente sul listino i farmaceutici Novartis (-0,65%) e Roche (-0,46%): le dichiarazioni della candidata alla presidenza americana Hillary Clinton riguardo alla necessità di abbassare il prezzo dei medicamenti fanno temere per i margini del settore. Ancora fermo ai blocchi di partenza il terzo peso massimo difensivo, Nestlé (-0,13%),

Nel mercato allargato ha in parte recuperato rispetto alla mattinata U-blox (-5,12%), dopo risultati semestrali in crescita ma non quanto si attendevano gli analisti. Bene accolto è stato invece il bilancio intermedio di Alpiq (+8,32%). Hanno informato sull'andamento degli affari anche Bachem (+3,63%) e Adval Tech (0,49%).

sda-ats

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