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La borsa svizzera ha ripiegato dai massimi di giornata, ma si mantiene comunque saldamente in rialzo: alle 15.15 l'indice dei valori guida SMI segnava 8411,19 punti, su dello 0,39% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI guadagnava lo 0,40% a 9207,35 punti.

In primo piano rimangono gli sviluppi politici, a cominciare dall'incontro che domani il presidente americano Donald Trump avrà con il premier giapponese Shinzo Abe: gli investitori sono interessati a sapere come evolverà il clima fra i due Paesi. Sotto osservazioni rimangono inoltre la campagna elettorale in Francia, la crisi del debito greco e i problemi delle banche italiane.

Scarsa attenzione ha invece suscitato il dato sulle richieste dei sussidi disoccupazione negli Usa, calate la scorsa settimana ai minimi da novembre.

Sul fronte interno sotto i riflettori rimane Zurich (-1,73%), che ha reso noto un utile 2016 in linea con le attese: il quinto assicuratore europeo ha però presentato prospettive ritenute un po' troppo prudenti e vi è una certa delusione per il dati su capitale proprio e combined ratio. Meglio orientati sono gli altri due valori del comparto, Swiss Life (+0,66%) e Swiss Re (+0,69%). In positivo rimangono i bancari UBS (+0,89%) e Credit Suisse (+0,42%), mentre si smarca Julius Bär (-0,02%).

ABB (+1,15%) rimbalza dopo le perdite subite ieri in seguito alla pubblicazione del rapporto 2016 e con il segno più sono anche altri valori particolarmente sensibili alla congiuntura come Adecco (+0,36%), Geberit (+0,09%) e LafargeHolcim (+1,38%).

Novartis (+1,01%) e Roche (+0,72%) appaiono più ispirate del terzo peso massimo difensivo, Nestlé (-0,34%). Swisscom (+0,64%) conferma la tendenza positiva che ha seguito ieri la diffusione dei conti annuali.

Nel mercato allargato hanno informato sull'andamento degli affari Leonteq (-7,15%), che si dimostra una volta ancora particolarmente volatile, Belimo (+0,31%) e Molecular Partners (+2,54%).

SDA-ATS