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Brusco cambiamento di rotta alla borsa svizzera, che ha virato in negativo immediatamente dopo la pubblicazione dell'ultimo rapporto sul mercato del lavoro Usa. Alle 15.30 l'indice dei valori guida SMI segnava 8153,32 punti, in flessione dello 0,64% rispetto a ieri.

Il listino globale SPI perdeva lo 0,48% a 8826,87 punti. Il mercato, che per diverse ore aveva galleggiato intorno a quota +0,20%, ha ripiegato alla notizia che in maggio negli Stati Uniti sono stati creati 38'000 impieghi, il numero più basso degli ultimi sei anni.

Il dato era molto atteso, perché destinato a fornire importanti indicazioni circa i tempi di rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. I primi commenti degli analisti sono chiari: a questo punto l'aumento non sarà effettuato in giugno.

Il mancato ritocco avrà conseguenze sui ricavi del comparto finanziario. Hanno quindi subito ripiegato i bancari UBS (-2,75%) e Credit Suisse (-1,20%), che fra l'altro si sono messi alle spalle un'altra vertenza negli Usa, nonché Julius Bär (-1,34%). Il contraccolpo è stato subito anche dal comparto assicurativo, con Zurich (-1,39%) che arranca dietro a Swiss Life (-0,28%) e Swiss Re (-0,68%).

Sono nettamente scesi rispetto ai massimi di seduta pure i valori maggiormente sensibili ai cicli economici come Adecco (+0,08%), LafargeHolcim (-1,01%), ABB (-0,24%) - in un'intervista il CEO Ulrich Spiesshofer si è detto fiducioso riguardo al futuro - e Geberit (-0,31%). Acquisti sono per contro tuttora segnalati nel segmento del lusso, con Richemont (+0,94%) ancora più tonica di Swatch (+0,27%).

Incidono negativamente sul listino Novartis (-0,94%) e Roche (-0,92%) - non bastano gli impulsi provenienti da un congresso di oncologi a Chicago per sostenere i loro corsi - nonché Nestlé (-0,34%).

sda-ats

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