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Dopo un'apertura incerta la borsa svizzera sembra voler virare in negativo: alle 11.00 l'indice dei valori guida SMI segnava 7945,28 punti, in flessione dello 0,24% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI perdeva lo 0,14% a 8579,46 punti.

I corsi sono influenzati dal nuovo calo del prezzo del petrolio e dal clima di incertezza legato alle incognite della Brexit e agli sviluppi della crisi bancaria in Italia. Gli investitori danno inoltre prova di cautela prima della pubblicazione negli Usa del rapporto sul mercato del lavoro: il documento potrebbe fornire indicazioni circa i tempi di un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, che gli esperti ritengono peraltro poco probabile quest'anno. È inoltre alle porte la stagione dei risultati semestrali.

Per quanto riguarda i singoli titoli in ordine sparso si presentano i bancari UBS (-0,33%), Credit Suisse (-1,29%) e Julius Bär (+0,65%). Anche fra gli assicurativi non vi è unanimità di vedute, con Swiss Re (+0,31%) più ispirata di Zurich (-0,44%) e Swiss Life (-0,42%).

Fra i valori più sensibili ai cicli economici spicca Adecco (+1,57%), reduce da diversi giorni difficili. Bene anche LafargeHolcim (+0,83%), mentre arrancano ABB (-0,21%) e Geberit (-0,14%). In difficoltà appare il segmento del lusso, con Richemont (-1,62%) ancora meno tonica di Swatch (-0,90%).

Fra i pesi massimi difensivi Nestlé cerca di trainare il listino (+0,13%), mentre Novartis (-0,75%) e Roche (-0,63%) non sfuggono alla tendenza generale.

Nel mercato allargato Sulzer (+0,23%) ha annunciato un importante ordinativo dal gruppo francese EDF. Conzzeta (-0,16%) ha nominato un nuovo CEO per il suo marchio Mammut.

sda-ats

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