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Apertura in flessione per la Borsa svizzera in seguito alle indicazioni negative provenienti dagli altri mercati: alle 09.20 l'SMI cede lo 0,75% a 8'066.06 punti, l'SPI lo 0,61% a 8'774.17 punti.

Dai risultati pubblicati venerdì sera degli stress test condotti su 51 banche europee è emerso che la maggior parte di esse ha accresciuto la propria resistenza in caso di scenari avversi. Esperti hanno però messo in guardia dal tirare affrettatamente un sospiro di sollievo.

Avvio debole anche per le principali piazze europee, che ieri hanno chiuso in calo: il FTSE 100 di Londra perdeva nei primi scambi lo 0,1% a 6.693 punti, il DAX di Francoforte scendeva dello 0,02% a 10.328 punti, il CAC 40 di Parigi cedeva lo 0,3% a 4.395 e il FTSE Mib di Milano lasciava sul terreno lo 0,15% a 16.530 punti.

Stamani a Tokyo l'indice Nikkei ha fatto segnare un ribasso dell'1,47% a quota 16.391,45. La progressiva rivalutazione dello yen ha spinto il ministro delle finanze Taro Aso a intervenire verbalmente, ribadendo che le eccessive fluttuazioni non sono desiderabili.

Chiusura contrastata ieri sera a Wall Street: il Dow Jones ha perso lo 0,15% a 18.404,51 punti, il Nasdaq è salito dello 0,43% a 5.184,20 punti mentre lo S&P 500 ha ceduto lo 0,13% a 2.170,80 punti.

sda-ats

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