Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

La borsa svizzera ha chiuso l'ultima seduta della settimana sopra la soglia della parità: l'indice SMI dei titoli guida si è attestato a 8'275,13 punti (+0,2% rispetto a ieri) e l'indice complessivo SPI a 9'045,41 punti (-0,01%)

In generale le Borse europee sono rimaste caute nella giornata dell'insediamento di Donald Trump alla presidenza americana, mentre in Asia le Borse sono state trainate dai listini cinesi dopo che il pil della Cina ha confermato i segnali di stabilizzazione dell'economia di Pechino.

Il focus degli investitori è restato concentrato su Trump: nel corso della settimana il dollaro e le borse hanno frenato in attesa di misurare il neo presidente Usa sui fatti. Da Davos è intanto risuonato l'allarme del finanziere George Soros, secondo cui il tycoon americano, definito "un dittatore", "non farà bene alle borse".

Sulla piazza zurighese è continuata la progressione di Credit Suisse (+0,97% a 15.55 franchi), mentre sono scivolate all'indietro sia UBS (-0,48% a 16.69 franchi), che Julius Bär (-0,89% a 46.63 franchi). Contrastati gli assicurativi: Zurich è salita dello 0,51% (a 277.70 franchi), Swiss Re è risultata poco mossa rispetto alle quotazioni di ieri (-0,05% a 92.45 franchi) e Swiss Life è arretrata dello 0,40% (a 295.20 franchi).

In sostanziale progressione Syngenta (+1,43% a 431.90 franchi), in procinto di passare sotto il controllo di ChemChina, che oggi ha chiesto alle autorità americane della concorrenza di dare via libera all'operazione. I mercati hanno scommesso su una soluzione positiva della vicenda.

Tra i pesi massimi difensivi sono risultati in leggero progresso il colosso dell'alimentare Nestlé (+0,20% a 73.35 franchi) e Roche (+0,21% a 233.50 franchi): Novartis ha invece ceduto lo 0,28% (a 70.90 franchi). Negativa pure la società biotecnologia Actelion (-1,63% a 223.10 franchi) in seguito a prese di beneficio.

Oggi è stato reso noto che il gruppo elvetico-francese LafargeHolcim, uno dei più importanti produttori mondiali di cemento, è finito nel mirino della giustizia francese per aver proseguito le sue attività in Siria malgrado l'embargo dell'Unione europea. In borsa il titolo ha perso lo 0,10% (a 51.05 franchi).

SDA-ATS