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La borsa svizzera rallenta con l'indice SMI dei principali titoli che a due ore dalla chiusura si mantiene a galla con un timido progresso dello 0,08% a 7'773,66 punti, mentre l'indice complessivo SPI segna il passo (+0,03%) a quota 8'304,34.

I mercati erano partiti stamane con una buona intonazione in considerazione del rialzo del prezzo del petrolio, rafforzatosi ieri dopo la diffusione da parte del dipartimento dell'Energia americano dei dati relativi agli stock di greggio. Anche i verbali della Fed, che non lasciano prevedere un aumento immediato dei tassi, avevano contribuito a rasserenare gli animi.

L'entusiasmo è andato tuttavia scemando con il passare delle ore. I verbali della Bce indicano intanto che il consiglio direttivo non ha escluso futuri ulteriori tagli dei tassi d'interesse, che potrebbero essere necessari nel caso di shock economici.

Sul fronte interno il quadro generale delle blue chip è contrastato: a produrre una certa spinta propulsiva vi è ancora una volta Novartis, che sta salendo dell'1,27%, trascinando con sé la concorrente Roche (+0,45%), mentre il terzo peso massimo difensivo - il colosso dell'alimentare Nestlé - scende dello 0,35%.

Arrancano anche i bancari: Ubs (-0,55%), Julius Bär (-0,69%) e Credit Suisse (-0,62%) sono tutti in arretramento. Debolissimo il segmento del lusso: Swatch scende dell'1,57% e Richemont addirittura del 3,12%.

Sul mercato allargato vola EFG International dopo la pubblicazione dei dettagli riguardo alle modalità di finanziamento dell'acquisizione di BSI: il titolo dell'amministratore patrimoniale zurighese sta guadagnando il 14,23%. Meyer Burger, che si è aggiudicato una commessa di 18 milioni di franchi in Asia, progredisce del 3,63%.

sda-ats

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