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La borsa svizzera ha avviato la prima seduta dell'anno in rialzo, con l'indice SMI dei principali titoli che in fine di mattinata segna un progresso dello 0,94% a 8'296,88 punti, mentre l'indice complessivo SPI sale dello 0,91% a quota 9'047,28.

In generale i mercati sono spinti verso l'alto dall'avanzata del petrolio e dai buoni dati sulla manifattura cinese, che confermano una stabilizzazione dell'industria sui massimi dal 2012 e una robusta attività nei servizi.

Sul fronte interno oggi è stato pubblicato l'indice svizzero dei responsabili degli acquisti (Purchasing Manager's Index, PMI), che a dicembre ha fatto segnare un leggero calo di 0,6 punti rispetto a novembre attestandosi a 56,0 punti. Il dato corrisponde alle previsioni degli analisti e si situa al di sopra dei 50 punti, che è la soglia di demarcazione tra espansione e contrazione del ciclo.

La piazza zurighese è sostenuta in particolare dai bancari, con Ubs che guadagna il 3,45%, Julius Bär il 3,52% e Credit Suisse del 4,52%, sull'onda della conclusione ufficiale, annunciata giovedì scorso dal Dipartimento americano della giustizia, del programma per la soluzione del contenzioso fiscale con le banche elvetiche.

Tra i pesi massimi difensivi sostengono i listini i farmaceutici Novartis (+1,15%) e Roche (+1,12%), mentre mostra segni di cedimento il colosso dell'alimentare Nestlé (-0,62%). Di segno negativo pure Givaudan (-0,48%), così come Swisscom (-0,44%). Sono orientati al rialzo invece sia il segmento dei lusso (Swatch +0,66%; Richemont (+0,52%), sia gli assicurativi: Swiss Life in particolare segna un progresso del 2,19%.

Sul mercato allargato Oerlikon sale del 3,50%, Dottikon del 3,20% e Meyer Burger del 4,48%.

SDA-ATS