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Dopo aver aperto in ribasso la borsa svizzera ha invertito la tendenza, seppur in modo timido: alle 11.25 l'indice dei valori guida SMI segnava 7702,87 punti, su dello 0,19% rispetto a venerdì, mentre il listino globale SPI guadagnava lo 0,18% a 8238,27 punti.

Al centro delle preoccupazioni figurano ancora una volta il futuro della congiuntura mondiale e la politica monetaria americana, con l'interrogativo circa una possibile stretta in aprile da parte della Federal Reserve.

Gli operatori hanno preso atto del calo della disoccupazione nell'Eurozona, peraltro in linea con le attese, e aspettano ora diversi indicatori macro americani - dall'indice Pmi manifatturiero ai sussidi di disoccupazione - che saranno resi noti nel pomeriggio.

Sul fronte interno scarseggiano le notizie di rilievo. Negativi sono i bancari UBS (-0,66%), e Julius Bär (-0,73%) - che ha annunciato il controllo dell'80% dell'italiana Kairos - e Credit Suisse (-0,22%).

Generalmente bene orientati sono i valori più sensibili ai cicli economici come ABB (+1,68%), Geberit (+0,31%) e LafargeHolcim (+0,24%); fa eccezione Adecco (-0,16%). Cercano di trainare il listino Novartis (+0,66%) e Roche (+0,13%), mentre si defila il terzo peso massimo difensivo, Nestlé (-0,14%).

Nel mercato allargato balzo di Charles Vögele (+17,38%) sulla scia di voci che la vogliono nel mirino di un potenziale acquirente. Continua invece a scendere Wisekey (-9,09%), che al suo terzo giorno di quotazione non sembra ancora aver toccato il fondo.

sda-ats

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