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La borsa svizzera scende sotto la soglia della parità con l'indice SMI dei principali titoli che a due ore dalla chiusura segna una flessione dello 0,37% rispetto a venerdì a 7'896,29 punti, mentre l'indice complessivo SPI scende dello 0,22% a quota 8'552,31 .

Il rallentamento riguarda l'insieme dei mercati europei, in scia all'apertura negativa di Wall Street e all'indebolimento del corso del greggio. Secondo gli analisti serpeggiano inoltre preoccupazioni sull'andamento dell'economia cinese. Non hanno aiutato nemmeno i dati americani sui prezzi al consumo in aprile - saliti dello 0,4%, l'aumento maggiore dal 2013 - benché in linea con le previsioni. Il balzo dei prezzi sembra infatti indicare una ripresa dell'inflazione verso l'obiettivo del 2% della Fed.

Sul fronte interno è stato reso noto che i tempi della prevista acquisizione del gruppo agrochimico basilese Syngenta da parte del colosso statale cinese ChemChina si stanno allungando: il periodo di offerta pubblica d'acquisto (opa), che scade il 23 maggio, è stato rinnovato dal giorno successivo al 18 luglio. In borsa il titolo sta cedendo lo 0,71%.

In flessione anche la società biotecnologica Actelion (-0,13%), sebbene abbia ricevuto l'autorizzazione per la commercializzazione del suo farmaco Uptravi nell'Unione europea. Tra i farmaceutici Novartis (+0,20%) si mantiene a galla, mentre arretrano Roche (-0,86%) così come il terzo peso massimo difensivo Nestlé (-0,62%).

Senza una chiara direzione i bancari: scivolano all'indietro UBS (-3,33%) e Credit Suisse (-1,57%), mentre Julius Bär allunga decisamente il passo (+1,99%). In ordine sparso i valori più esposti alle variazioni congiunturali: Geberit, che ha annunciato una ristrutturazione della sua filiale francese Allia, sale dello 0,35%.

Sotto pressione, sul mercato allargato, Orascom (-5,83%) che ieri ha lanciato un avvertimento sui risultati con la previsione di una perdita netta da 26 a 28 milioni di franchi nel primo trimestre.

sda-ats

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