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Dilma Rousseff (foto d'archivio)

Keystone/EPA/CADU GOMES

(sda-ats)

In Brasile è salito "al potere un gruppo di corrotti indagati": lo ha detto la presidente della Repubblica destituita, Dilma Rousseff, in una proclamazione pubblica poco dopo l'approvazione dell'impeachment a suo carico da parte del Senato.

Dopo aver annunciato che ricorrerà "in tutte le istanze" contro la decisione di annullare il suo mandato, Rousseff ha poi sottolineato che il suo "non è un addio, ma un arrivederci fra breve".

A partire da ora, ci sarà "la più ferma, instancabile ed energica opposizione che un governo golpista può soffrire", ha continuato Rousseff, parlando in quella che finora era stata la sua residenza ufficiale, il Palacio da Alvorada a Brasilia, al lato di un gruppo di alleati tra cui l'ex presidente suo predecessore, Luiz Inacio Lula da Silva.

Dopo aver chiamato il suo impeachment un "golpe contro il popolo e la nazione", definendolo anche "misogino, omofobo e razzista", la presidente destituita si è dichiarata "sicura" che l'interruzione del suo governo "via colpo di Stato non è definitiva".

"Torneremo, e lo faremo per continuare la nostra giornata in direzione di un Brasile dove il popolo è sovrano", ha aggiunto Dilma Rousseff.

"Il progetto nazionale progressista, inclusivo e democratico che rappresento, sta subendo un'interruzione da parte di una potente forza conservatrice e reazionaria, con il sostegno di una stampa faziosa e venale", ha affermato Rousseff. Ma "la storia sarà implacabile con loro", ha concluso Rousseff, riferendosi ai suoi avversari politici.

sda-ats

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