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Brasile: impeachment, Dilma si difende oggi in senato (foto d'archivio).

KEYSTONE/AP/ERALDO PERES

(sda-ats)

Entra oggi nel vivo al senato brasiliano il procedimento di impeachment contro la presidente di sinistra Dilma Rousseff.

La presidente è attesa oggi in aula per difendersi dalle accuse di aver utilizzato artifici contabili per mascherare i reali conti dello Stato, accuse che Dilma respinge e sostiene siano state fabbricate dalle opposizioni per mascherare "un golpe parlamentare".

Al fianco di Dilma ci saranno anche l'ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva, il presidente del Partito dei lavoratori, Rui Falcao, alcuni ex ministri e leader di movimenti sociali. Dilma e Lula si sono incontrati ieri nel palazzo dell'Alvorada di Brasilia per mettere a punto la strategia difensiva della presidente, sospesa dalle funzioni dal 12 maggio scorso. Lula ha difeso strenuamente Dilma, definendo il procedimento di impeachment nei suoi confronti "una vergogna nazionale".

"Provo vergogna a pensare che il Senato stia discutendo la condanna di una persona innocente. Oggi è il giorno in cui cominciano a strappare la Costituzione del Paese", ha detto l'ex presidente. Dilma, attesa in aula alle 9 locali, le 14 in Svizzera, avrà mezz'ora di tempo per esporre la propria tesi difensiva ma il presidente della Corte suprema Ricardo Lewandowski, chiamato a presiedere il procedimento di impeachment, potrà concederle più tempo.

Per destituire Dilma sarà necessario il voto di due terzi dei senatori, ovvero 54 su 81. Alla vigilia, 48 degli 81 senatori si sono già dichiarati pubblicamente a favore della destituzione di Dilma, 18 contrari e 15 non hanno rivelato le proprie intenzioni di voto. Il governo del presidente ad interim Michel Temer, ex alleato di Dilma nonché suo ex vice presidente, si dice fiducioso e sostiene che almeno 61 senatori voteranno per l'impeachment.

Dilma, che ha incassato nei giorni scorsi la solidarietà di 22 personalità internazionali tra i quali i registi Ken Loach e Oliver Stone, l'attrice Susan Sarandon, il linguista Noam Chomsky e la stilista Vivienne Westwood, ha ribadito che non intende dimettersi, come fece l'ex presidente Fernando Collor de Mello il 29 dicembre del 1992, ma che vuole "lottare fino alla fine per difendersi da false accuse".

sda-ats

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