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Luiz Inacio Lula, l'ex presidente brasiliano (foto d'archivio).

Keystone/AP/LEO CORREA

(sda-ats)

Ancora guai giudiziari per Luiz Inacio Lula. L'ex presidente brasiliano è stato rinviato a giudizio per una vicenda di presunte tangenti pagate per la realizzazione di opere pubbliche in Angola.

Lula dovrà rispondere di corruzione, riciclaggio, traffico di influenze illecite e associazione a delinquere.

I presunti reati si riferiscono al periodo tra il 2008 e il 2015 quando, secondo l'accusa, Lula avrebbe esercitato pressioni sui vertici della Banca nazionale di sviluppo economico e sociale (Bndes) e altre organizzazioni finanziarie di Brasilia al fine di concedere finanziamenti pubblici per realizzare opere di ingegneria civile in Angola.

Assieme a Lula sono stati rinviati a giudizio anche il nipote dell'ex presidente, Taiguara dos Santos, l'imprenditore Marcelo Odebrecht, che dopo l'arresto ha cominciato a collaborare con i magistrati in cambio di uno sconto di pena, e altre otto persone.

I lavori in Angola sono stati eseguiti dal colosso delle costruzioni brasiliano Odebrecht, già coinvolto nell'inchiesta Lava Jato, la Mani Pulite brasiliana. Secondo l'accusa, i vertici di Odebrecht avrebbero pagato una tangente di 30 milioni di reais (circa 8 milioni di euro) per ottenere l'appalto.

È il terzo rinvio a giudizio per l'ex presidente-operaio, che è imputato in altri due processi istruiti nell'ambito dell'inchiesta Lava Jato.

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SDA-ATS