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Il procuratore generale brasiliano, Rodrigo Janot, ha inviato un parere alla Corte suprema raccomandando di annullare la nomina dell'ex presidente, Luiz Inacio Lula da Silva, a ministro della Casa civile (una sorta di capo di gabinetto).

Secondo Janot, la nomina - avvenuta lo scorso 16 marzo e subito sospesa dalla magistratura - sarebbe stata in realtà una manovra concordata con la presidente Dilma Rousseff per tentare di evitare un possibile arresto di Lula nell'ambito dell'inchiesta sui fondi neri Petrobras.

Secondo Agencia Brasil, la decisione della Corte suprema sulla validità o meno della nomina di Lula a ministro avverrà il prossimo 20 aprile, dopo la data prevista per la votazione del processo di impeachment contro la presidente Dilma Rousseff presso l'assemblea plenaria della Camera (17 aprile).

Lo scorso 18 marzo, il giudice della Corte suprema, Gilmar Mendes, aveva sospeso la nomina di Lula a ministro ritenendo che la stessa avesse come obiettivo principale quello di allontanarlo dalla giurisdizione in primo grado del pubblico ministero Sergio Moro - il magistrato-simbolo della Mani Pulite verde-oro - concedendogli il 'foro privilegiato' rappresentato proprio dalla Corte suprema e garantito dalla Costituzione a tutti i ministri di Stato.

Intanto ieri Lula è stato di nuovo interrogato dagli inquirenti della 'Lava-Jato', l'inchiesta sui fondi neri Petrobras: il contenuto delle dichiarazioni non è stato rivelato alla stampa. Il giudice della Corte suprema, Teori Zavascki, ha nel frattempo disposto che parte delle indagini sull'ex presidente sia coperta da segreto istruttorio.

Lula - che si è sempre dichiarato innocente - è accusato di occultamento di patrimonio e riciclaggio di denaro nell'ambito dello scandalo di tangenti conosciuto come 'Petrolao'.

sda-ats

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