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La presidente Dilma Rousseff

KEYSTONE/AP/ERALDO PERES

(sda-ats)

Il procuratore generale brasiliano, Rodrigo Janot, ha deciso di chiedere alla Corte suprema l'apertura di un fascicolo contro la presidente della Repubblica, Dilma Rousseff, e il suo predecessore, Luiz Inacio Lula da Silva.

Entrambi sono stati chiamati in causa da un pentito dell'inchiesta anti-corruzione "Lava-Jato".

Secondo gli inquirenti, esisterebbero già forti sospetti che Rousseff abbia tentato di ostacolare le indagini sui fondi neri Petrobras.

Oltre a Dilma e Lula, nel mirino di Janot sono entrati anche il ministro dell'Istruzione, Aloizio Mercadante, e il giudice del Supremo tribunale di giustizia (Stj), Marcelo Navarro.

Gli inquirenti hanno precisato che l'azione nei confronti di Rousseff, Lula e Navarro avrà come base la testimonianza del senatore Delcidio do Amaral, ex capogruppo al Senato del Partito dei lavoratori (Pt) al governo, nel frattempo arrestato e divenuto collaboratore di giustizia.

Circa Mercadante, la procura della Repubblica sospetta che abbia tentato di evitare la "delazione premiata" (confessione in cambio di uno sconto di pena) di Amaral, offrendogli tra l'altro del denaro e la garanzia di farlo uscire dal carcere.

Nella sua richiesta alla Corte suprema, Janot ribadisce inoltre di essere a favore dell'annullamento della nomina di Lula quale ministro della Casa civile del governo Dilma: secondo il magistrato, si è infatti trattato di una manovra del capo di Stato per ostacolare le indagini riguardanti l'ex presidente-operaio, facendolo sfuggire alla giurisdizione del pubblico ministero titolare della "Lava Jato", Sergio Moro, e offrendogli un foro privilegiato.

sda-ats

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