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Il governo britannico si riunisce, lontano dalla stampa e dai riflettori, ai Chequers, la residenza di campagna del primo ministro, per accelerare sulla Brexit.

Ed è stata proprio Theresa May a scegliere un luogo riservato per risolvere una serie di problemi e rivalità fra i ministri che stanno rallentando l'avvio del processo di uscita dall'Europa dopo il referendum del 23 giugno.

La premier deve quindi destreggiarsi fra una serie di figure forti e centrali nel processo di divorzio dall'Ue, spiega la BBC, come il titolare degli Esteri, Boris Johnson, e quello al Commercio internazionale, Liam Fox, oltre a David Davis responsabile proprio di coordinare la Brexit. Mentre emerge anche qualche divisione fra i brexiters e i ministri più prudenti, secondo quanto riporta il Guardian online.

Intanto dall'economia, scrive il Financial Times, arrivano "segnali misti" sulle conseguenze dello storico voto britannico con un quadro che risulta ancora piuttosto incerto e al momento indefinibile e spinge gli operatori alla "cautela". Se infatti appare ormai assodato che ci sarà un rallentamento della crescita, nota il giornale della City, non si riesce ancora a valutarne la portata e soprattutto la durata, con la possibilità che non abbia effetti di lungo termine sul Paese.

sda-ats

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