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Il premier irlandese Enda Kenny ha evocato oggi da Bruxelles, seppure in forma ipotetica, un possibile referendum per l'unificazione dell'Irlanda e per l'adesione alla Repubblica di Dublino dell'Irlanda del Nord ora sotto sovranità britannica.

Kenny, che ha citato l'esempio del Muro di Berlino, ha ricordato come l'accordo di pace del Venerdì Santo "garantisca questa opportunità" a patto che la maggioranza della popolazione dell'Ulster lo chieda e che l'accordo resta valido - per l'Ue e per il mondo - anche dopo la Brexit.

Nel caso di "una situazione come quella emersa quando il muro di Berlino fu buttato giù e la Germania Est fu in grado di unirsi alla Germania Ovest", l'epilogo potrebbe essere "senza distinzioni" anche in Irlanda, ha insistito il premier Kenny, parlando al fianco del presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, dopo un faccia a faccia, e dicendosi convinto che "l'accordo del Venerdì Santo debba essere incorporato" in un futuro "accordo sulla Brexit" fra Bruxelles e Londra a titolo di garanzia.

Dublino, rammenta da Londra l'agenzia Pa, ha più volte sottolineato in questi mesi come la maggioranza della popolazione nordirlandese abbia votato contro il divorzio dall'Ue al referendum britannico del 23 giugno 2016, a dispetto della campagna pro Brexit condotta dal maggior partito unionista protestante, il Dup, che esprime il premier nel governo locale di Belfast. Una scelta, quest'ultima, che ha provocato dopo il voto tensioni nella coalizione di unità nazionale con i partner repubblicani e cattolici dello Sinn Fein.

SDA-ATS