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L'uscita del Regno Unito dell'Unione Europea potrebbe essere rimandata alla fine del 2019. Lo riporta il quotidiano britannico The Sunday Times nell'edizione di oggi, citando non precisate fonti qualificate.

Alla base del ritardo ci sarebbero non solo le difficoltà che sta incontrando l'amministrazione britannica ma anche le imminenti elezioni in Francia e in Germania.

Nonostante le grandi pressioni politiche per attenersi al calendario, "è possibile che il Regno Unito possa essere costretto a ritardare", si spiega.

Il Sunday Times ha raccolto queste indicazioni da più fonti, all'interno dei ministeri che stanno preparando il lungo e difficile processo di uscita dall'Ue, e fra gli operatori della City che temono un quadro di instabilità e incertezza al quale potrebbe seguire anche un periodo di recessione. Dal punto di vista interno, i due nuovi dicasteri per la Brexit e il Commercio internazionale nati dopo il referendum del 23 giugno stanno incontrando non poche difficoltà organizzative e la tabella di marcia ipotizzata fino ad oggi per il divorzio da Bruxelles rischia di subire ritardi.

A questo si aggiunge lo scontro che secondo il Sunday Telegraph sarebbe in corso fra Boris Johnson, a capo del Foreign Office, e Liam Fox, ministro per il Commercio internazionale. Quest'ultimo avrebbe inviato al suo collega una lettera molto dura in cui rivendica per il suo dipartimento le competenze economiche che spettano al ministero degli Esteri, che si dovrebbe invece concentrare su diplomazia e sicurezza.

Ma la Brexit viene anche "frenata" dallo scenario internazionale incerto. "Non puoi negoziare quando non sai con chi stai negoziando", ha detto al Sunday Times un "insider" della City. E un membro del Consiglio dei ministri non precisato ha spiegato al giornale che ci sono "alcune sfide" da affrontare rispetto alle elezioni di Francia e Germania.

sda-ats

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