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I terroristi che il 22 marzo hanno colpito Bruxelles erano "in stretto contatto" con mandanti jihadisti in Siria. Lo ha indicato il quotidiano francese 'Liberation'.

L'informazione sarebbe provata da un file audio trovato nel computer di Ibrahim El Bakraoui, gettato in un cestino dei rifiuti prima di farsi esplodere a Zaventem.

Oggi la tv pubblica belga Rtbf sul suo sito afferma di essere in grado di confermare la notizia di una "discussione a ruota libera, di diversi minuti, col presunto mandante che parlava dalla Siria".

Rtbf afferma che gli inquirenti non hanno ancora identificato l'interlocutore di El Bakraoui, ma aggiunge che la telefonata riguardava i possibili scenari per la pianificazione di un attentato: dal luogo da colpire, al momento, fino al ruolo dei singoli.

Intanto il portavoce della procura federale belga ha dichiarato alla agenzia Belga "non faremo alcun commento su eventuali obiettivi" della cellula jihadista di Bruxelles, che secondo la confessione di Abrini voleva colpire in Francia. Secondo 'Liberation', durante gli Europei di calcio.

sda-ats

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