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Eric Weber condannato per frode elettorale

Keystone/GEORGIOS KEFALAS

(sda-ats)

Il granconsigliere di destra Eric Weber è stato condannato oggi per frode elettorale dal Tribunale d'appello di Basilea Città a scontare 280 ore di lavori di pubblica utilità.

L'uomo, già condannato in passato per lo stesso reato, avrebbe costretto una donna a procurarsi una seconda busta elettorale per votarlo.

Due donne avevano sporto denuncia nei suoi confronti poiché si sono sentite obbligate da lui a votare per la sua elezione. Il Tribunale penale lo aveva giudicato colpevole di ripetuta frode elettorale in prima istanza a fine 2014 e gli era stata inflitta una pena sospesa di 360 ore di lavori di pubblica utilità al posto di una pena pecuniaria di 90 aliquote giornaliere. Weber aveva impugnato la sentenza.

La seconda istanza aveva respinto gli argomenti della difesa, anche se nell'interrogatorio non tutte le direttive erano state rispettate. Al contrario, in terza istanza, il tribunale d'appello lo ha prosciolto dall'accusa di una delle donne per cause puramente formali dal profilo giuridico.

La difesa ha già annunciato che inoltrerà ricorso contro la sentenza al Tribunale federale.

Plurirecidivo

Ex membro dell'Azione nazionale e deputato in Gran Consiglio dal 1984 al 1992, Weber era già stato condannato nel 2008 a una pena pecuniaria di 180 aliquote giornaliere da 30 franchi l'una con un periodo di prova di tre anni per minaccia, ripetuta corruzione elettorale e frode elettorale, reati commessi prima delle elezioni cantonali del 2004 in cui si era presentato sulla lista dei Democratici svizzeri (il partito erede dell'Azione nazionale). Nel 2012 era stato rieletto in Gran Consiglio. Le indennità parlamentari sono ora l'unico guadagno del 53enne.

sda-ats

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