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La BSI non ci sta e ricorre contro la decisione della FINMA:

KEYSTONE/TI-PRESS/PABLO GIANINAZZI

(sda-ats)

La BSI ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo federale contro la decisione della FINMA di sciogliere l'istituto di credito nel giro di 12 mesi a causa di affari poco trasparenti legati al fondo sovrano malese 1MDB (1Malaysia Development Berhad).

L'Autorità di sorveglianza dei mercati finanziari (FINMA) era arrivata a questa conclusione il 23 maggio scorso poiché l'istituto ticinese, già sospettato di controlli carenti riguardo al riciclaggio di denaro, aveva continuato ad operare nonostante gli avvertimenti dell'organo di vigilanza.

La BSI potrà essere acquisita, come previsto, dalla EFG International, a condizione che venga integrata completamente e poi sciolta entro dodici mesi.

Il provvedimento della FINMA è "sproporzionato e scorretto", secondo la BSI, che ha preso posizione in una nota odierna. Le affermazioni dell'autorità di sorveglianza hanno "minato in modo grave la reputazione della banca e dei suoi impiegati". La banca ticinese giudica la tempistica e il modo di comunicare usato dalla FINMA "completamente inappropriato".

Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) aveva aperto il 23 maggio un procedimento penale nei confronti della BSI. Si sospettava l'esistenza di carenze nel funzionamento dell'organizzazione interna della banca ticinese, tanto che l'istituto non sarebbe stato in grado di impedire il riciclaggio di denaro o la corruzione di pubblici funzionari stranieri.

sda-ats

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