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Ventisette mesi di prigione, di cui sette da scontare, per un pastore protestante del canton Soletta che nel dicembre 2014 fu arrestato all'aeroporto di Zurigo mentre attendeva un uomo con più di 2 chili di cocaina.

Il Tribunale distrettuale di Bülach (ZH) ha riconosciuto il 45enne colpevole di ripetuta complicità nel traffico dello stupefacente, come pure di tentato riciclaggio di denaro.

Il pastore si lasciò invischiare in quei traffici da una donna di 30 anni che è stata condannata a 42 mesi di prigione senza la condizionale. Il Tribunale è arrivato alla conclusione che il pastore si è fatto condizionare dalla donna e "non aveva una forte volontà delittuosa".

L'uomo di chiesa, sospeso dal suo incarico in seguito all'arresto, ha già passato 2 mesi in detenzione preventiva. Se troverà un nuovo impiego, potrà scontare il resto della pena in regime di semi-libertà, ha detto il presidente del tribunale.

La coimputata è la moglie del trafficante di droga brasiliano che aveva organizzato il trasporto di cocaina. La donna, che dopo la lettura della sentenza è scoppiata in lacrime, si trova già da quasi un anno in carcere, assieme a una figlia che ha poco più di un anno d'età.

Il Tribunale ha seguito quasi fino in fondo le richieste della pubblica accusa, che aveva chiesto per il pastore una condanna a 27 mesi, di cui 8 da scontare e per la donna una condanna a 48 mesi. Gli avvocati della difesa, che si sono battuti per una riduzione della pena a 18 mesi per l'uomo e a 24 mesi per la donna, hanno intenzione di attendere il dispositivo della sentenza prima di decidere su eventuali ricorsi.

sda-ats

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