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Il ministro degli esteri svizzero Didier Burkhalter ha incontrato oggi a Mosca l'omologo russo Serghei Lavrov. Quest'ultimo ha espresso "riconoscenza" alla Svizzera per il lavoro e gli sforzi profusi nella soluzione dei conflitti, in particolare in Ucraina e Georgia.

Oltre che di relazioni bilaterali, i due responsabili della diplomazia hanno infatti discusso anche della situazione in Siria, Ucraina, Georgia e Caucaso meridionale e di lotta al terrorismo.

"Il meno che posso dire è che non siamo d'accordo su tutto, ma che le discussioni e il dialogo sono possibili, solidi, costruttivi e positivi", ha riassunto il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) in una conferenza stampa al termine dell'incontro di lavoro.

"Abbiamo discusso di ciò che va bene e delle divergenze", ha aggiunto. Burkhalter ha sottolineato l'importanza dei contatti bilaterali con la Russia per la soluzione delle guerre nel mondo.

Riguardo al doppio mandato di protezione che la Svizzera esercita nel conflitto georgiano per le regioni separatiste filo russe di Abkazia e Ossezia meridionale, il ministro elvetico ha affermato che "il dossier avanza e che una soluzione è prossima". Per le due regioni secessioniste c'è stato un breve conflitto armato tra Russia e Georgia nell'agosto del 2008. Le trattative si svolgono regolarmente a Ginevra.

Lavrov e Burkhalter hanno anche discusso del cessate il fuoco in Ucraina, della situazione umanitaria e dell'organizzazione di elezioni locali. Il capo del DFAE si è detto insoddisfatto per lo scambio di prigionieri, che rimane "insufficiente". Ha inoltre denunciato che la situazione rimane "pericolosa".

A un giornalista russo che chiedeva se ritenesse che la Russia fosse attiva nella guerra ucraina, il consigliere federale ha risposto che "non è il ruolo né l'obiettivo della Svizzera avanzare accuse".

Per la Siria, Didier Burkhalter ha ricordato che Berna "sostiene fermamente" gli sforzi diplomatici dell'inviato speciale delle Nazioni Unite Staffan de Mistura. La Confederazione gli ha messo a disposizione un esperto per l'elaborazione del cessate il fuoco e altri due per le questioni politiche e costituzionali.

In relazione al conflitto tra Azerbaijan e Armenia per la regione del Nagorno-Karabakh, rinfocolatosi negli ultimi giorni, Burkhalter considera "la situazione pericolosa e difficile", ma resta persuaso che "ci debba essere una possibilità di entrare in materia per un processo negoziale strutturato".

Nel settembre 1991 il soviet locale, utilizzando la legislazione sovietica dell'epoca, dichiarò la nascita della nuova Repubblica del Nagorno-Karabakh, dopo che l'Azerbaigian aveva deciso di fuoriuscire dall'Unione Sovietica. Seguirono un referendum ed elezioni, ma nel gennaio dell'anno seguente la reazione militare azera accese la guerra che si concluse con un accordo di cessate il fuoco nel 1993. Da allora sono in corso negoziati di pace.

L'ultima visita di lavoro ufficiale a livello ministeriale risale a tre anni fa, al 12 aprile del 2013, quando Lavrov e Burkhalter si incontrarono a Neuchâtel. In seguito si sono rivisti a margine di vari incontri internazionali; l'ultima volta lo scorso 30 settembre, in occasione dell'assemblea generale dell'ONU a New York.

sda-ats

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