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Immigrati italiani e spagnoli in occasione di un incontro nel 2011.

KEYSTONE/ALESSANDRO DELLA BELLA

(sda-ats)

Nei primi sei mesi dell'anno l'immigrazione netta in Svizzera è diminuita rispetto allo stesso periodo del 2015. Il saldo migratorio si è attestato a circa 29'000 persone, pari ad un calo di oltre il 17%.

Tra gennaio e giugno di quest'anno l'immigrazione nella categoria della popolazione residente permanente straniera è scesa del 6,1% su base annua. Allo stesso tempo, l'emigrazione è aumentata del 7,7%, si legge in un comunicato odierno della Segreteria di Stato della migrazione. Il saldo migratorio è diminuito sia per quanto riguarda i cittadini di Stati membri dell'UE-28 sia dell'Associazione europea di libero scambio (AELS, -21,5%) sia per quanto riguarda i cittadini di Stati terzi (-8,3%).

Oltre 70'000 cittadini Ue o AELS sono immigrati in Svizzera per lavoro. Questa cifra include sia gli stranieri residenti a titolo permanente sia quelli a titolo provvisorio. Il dato rappresenta un calo del 7,4% rispetto all'anno precedente.

Alla fine di giugno vivevano in Svizzera 2'011'905 stranieri, di cui 1'377'567 cittadini Ue o AELS e 634'338 di Stati terzi. Questo significa che il 68% della popolazione straniera residente in modo permanente proviene da Stati europei.

Dal primo giugno di quest'anno i cittadini bulgari e rumeni non soggiacciono più alle disposizioni transitorie relative al mercato del lavoro, continua la nota. Durante l'ultimo periodo di contingentamento i permessi di soggiorno durevoli sono stati utilizzati in ragione del 76%, quelli di breve durata per il 62%. In totale i cittadini di questi due Paesi rappresentano l'1% della popolazione straniera residente in Svizzera.

sda-ats

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