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Il cambiamento climatico mette sempre più a rischio d'esposizione al gelo le foglie e i fiori primaverili. È soprattutto al di sopra degli 800 metri che la minaccia per gli alberi è in aumento.

A rivelarlo è un comunicato odierno dell'Università di Neuchâtel, dell'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) e del Centro di ricerca Conthey, che hanno congiuntamente realizzato uno studio in proposito.

Gli episodi di gelate tardive, come quelle verificatesi lo scorso aprile soprattutto in Vallese, si stanno intensificando in altitudine e rischiano di moltiplicarsi in futuro, si legge nella nota. Rispetto a 40 anni fa inoltre, fiori e boccioli si formano con due o tre settimane di anticipo, ha spiegato all'ats la climatologa Martine Rebetez.

L'équipe di ricercatori ha analizzato una serie di dati su un periodo di una quarantina d'anni, provenienti da 50 stazioni di MeteoSvizzera ripartite su tutto il territorio elvetico. Ha anche esaminato migliaia di osservazioni fatte dai cittadini a proposito della fioritura di faggi, abeti rossi, ciliegi e meli.

La squadra ha poi studiato il lasso di tempo fra l'ultimo gelo e la prevista apparizione di foglie e fiori, stabilendo che il margine di sicurezza tra le due date sopra gli 800 metri è in pericolosa diminuzione.

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SDA-ATS