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L'autorità di sorveglianza del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha pubblicato le conclusioni sul caso relativo a un eventuale accordo segreto tra l'ex consigliere federale Pierre Graber (PS) e l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP).

La settimana scorsa le commissioni della gestione del Parlamento, sulla base di indagini condotte da un gruppo di lavoro avevano concluso che non vi è alcun indizio di un accordo tra Graber e l'OLP e avevano archiviato il caso.

Le commissioni della gestione avevano sollecitato l'autorità di sorveglianza del MPC in febbraio su tale questione. Un gruppo di lavoro nominato dal Consiglio federale e dalla autorità di sorveglianza del MPC ha quindi condotto indagini.

Secondo la tesi sviluppata dal giornalista della NZZ Marcel Gyr nel libro "Schweizer Terrorjahre", il ministro socialista avrebbe raggiunto un accordo segreto con l'OLP, per porre fine a una serie di attacchi che avevano colpito la Svizzera nel 1969 e 1970, senza informare i suoi colleghi. Inoltre avrebbe partecipato a un incontro a Ginevra organizzato dal collega di partito Jean Ziegler.

L'accordo segreto avrebbe avuto ripercussioni sull'indagine riguardante lo schianto di un aereo a Würenlingen (AG) nel febbraio 1970 a causa di una bomba esplosa poco dopo il decollo che aveva provocato la morte delle 47 persone a bordo. Gli autori dell'attacco non sono mai stati perseguiti penalmente.

Le commissioni avevano accolto positivamente le indagini approfondite condotte in poco tempo dall'autorità di sorveglianza del MPC. Stimano che investigazioni complementari non apporterebbero nulla di nuovo e che non sia neppure necessario prendere misure supplementari.

Tuttalpiù i parlamentari hanno deplorato che il gruppo di lavoro non abbia avuto accesso alle fonti anonime di Marcel Gyr.

sda-ats

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