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Duemila militari saranno a disposizione delle guardie di confine in caso di afflusso massiccio di migranti in Svizzera.

Lo ha deciso oggi il Consiglio federale invitando nel contempo il Dipartimento della difesa (DDPS) ad adottare le misure necessarie per sostenere le autorità civili.

Giovedì scorso, Confederazione, Cantoni, città e comuni hanno adottato una pianificazione d'emergenza nel settore dell'asilo. Questa prevede tre scenari e ripartisce i vari compiti tra i diversi attori. L'esercito interverrebbe solo nel caso in cui ci fossero 30 mila attraversamenti di frontiera in pochi giorni (scenario 3).

Negli scenari 1 e 2 (10 mila domande d'asilo entro rispettivamente 30 o 90 giorni), il corpo delle guardie di confine riceverebbe l'aiuto delle forze armate solo in presenza di altre circostanze pregiudizievoli, quali una minaccia terroristica di notevole portata.

Nell'eventualità di un evento grave, il DDPS deve essere in grado di mobilitare un ulteriore battaglione (circa 700 militari) per sopperire a eventuali fabbisogni supplementari delle autorità civili. I soldati potrebbero inoltre partecipare alla protezione delle ambasciate.

In Svizzera non si sono comunque mai verificati scenari del genere, nemmeno durante la crisi nel Kosovo, al cui apice le domande d'asilo registrate erano 9649 (giugno 1999). Nel marzo 2016 il loro numero era pari a circa 2000.

Attualmente il Consiglio federale non ravvede pertanto la necessità di un intervento del genere da parte dell'esercito. Cionondimeno, vuole essere pronto e assicurato di poter disporre senza indugio delle forze necessarie qualora ce ne fosse il bisogno.

Il governo precisa poi che se dovessero essere chiamati in servizio più di 2000 militari o se l'intervento dovesse durare più di tre settimane, l'Assemblea federale dovrà dare la sua approvazione nella sessione successiva alla decisione dell'impiego.

Oltre al servizio d'appoggio alle guardie di confine, l'esercito potrà anche sostenere la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) o le autorità sanitarie mettendo a disposizione truppe e materiale per compiti legati alla sanità, alla logistica e ai trasporti.

Da parte sua, la SEM dovrà mettere a disposizione 6000 posti d'alloggio a lungo termine, fino a 9000 nello scenario 3. L'anno scorso la segreteria ha peraltro già aumentato il numero di posti portandolo da 2200 a 4600.

sda-ats

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