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Dal primo marzo 2017, potranno essere importati in Svizzera solo i prodotti della pesca di provenienza legale.

Il Consiglio federale ha fissato per questa data l'entrata in vigore di una nuova ordinanza volta a contribuire a uno sfruttamento sostenibile delle risorse ittiche mondiali.

L'ordinanza fa seguito a una mozione approvata dal Parlamento che chiedeva il divieto di importazione dei prodotti derivanti dalla pesca illecita, non dichiarata e non regolamentata, come avviene nell'Unione europea già dal 2010.

La nuova ordinanza, rileva in una nota l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), permetterà alla Svizzera di colmare una lacuna.

Numerose specie ittiche sono minacciate dallo sfruttamento eccessivo, che può determinare drastici cali negli effettivi, rileva l'USAV. Per questa ragione - aggiunge - diversi Stati hanno già introdotto quote di pesca oppure periodi di divieto di pesca o zone di protezione. I Paesi importatori svolgono un ruolo importante impedendo a questi prodotti di giungere sul mercato.

Sarà invece possibile continuare a importare in Svizzera senza controlli e senza pagamento di tasse le partite provenienti da Stati che dispongono di un'efficace sorveglianza ufficiale della pesca. Al momento si tratta dei Paesi membri dell'UE e dell'AELS, nonché degli Stati Uniti, del Canada e dell'Australia, che insieme rappresentano circa l'85%-90% delle importazioni totali di prodotti ittici.

sda-ats

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