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Orologi: il Consiglio federale inasprisce le condizioni per ottenere lo "Swiss made" (foto d'archivio)

KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER

(sda-ats)

Dal prossimo anno le condizioni per ottenere l'indicazione "Swiss made" per gli orologi saranno inasprite.

Lo ha deciso oggi il Consiglio federale approvando una modifica della pertinente ordinanza in ossequio alla nuova legislazione "Swissness" adottata nel 2013 dal Parlamento.

Dal primo gennaio del prossimo anno, i costi di produzione di un orologio nel suo insieme (prodotto finale) dovranno essere realizzati almeno al 60% in Svizzera, indica il governo in una nota. Oggi viene considerato solo il movimento.

Quest'ultimo resterà comunque importante: almeno la metà del suo valore dovrà essere composto di pezzi fabbricati nella Confederazione e almeno il 60% dei suoi costi di produzione dovrà essere realizzato in Svizzera. La revisione prevede poi che anche lo sviluppo tecnico di un orologio o di un movimento "Swiss made" si svolga nel nostro Paese. Queste regole valgono anche per i cosiddetti orologi connessi o smartwatch.

Per smaltire le scorte accumulate nel contesto legale vigente, i produttori e le industrie fornitrici avranno tempo fino al 31 dicembre 2018 per adeguarsi. I costi delle casse e dei vetri presenti ancora in magazzino il 1° gennaio 2017 potranno così temporaneamente essere esclusi dal calcolo delle spese di produzione.

Nel comunicato, il governo ricorda l'importanza dell'indicazione "Swiss made". Diversi studi hanno infatti dimostrato che per un orologio svizzero i consumatori sono disposti a pagare, in media, fino al 20% in più, per determinati orologi meccanici addirittura fino al 50% in più.

sda-ats

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