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Consiglio federale: piste ciclabili, ok controprogetto diretto "light" (foto d'archivio).

KEYSTONE/CYRIL ZINGARO

(sda-ats)

Promuovere l'uso della bicicletta e delle piste ciclabili, ma senza sconfinare nelle competenze dei Cantoni e dei Comuni.

È il succo del controprogetto diretto, ossia a livello costituzionale, all'iniziativa di Pro Velo "Per la promozione delle vie ciclabili e dei sentieri e percorsi pedonali", approvato oggi dal Consiglio federale.

Il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) è stato incaricato dal Governo di preparare un progetto al riguardo da porre in consultazione.

Consapevole che la diffusione dell'uso della bicicletta può contribuire al decongestionamento del traffico, a ridurre le emissioni di CO2 e a promuovere la salute, il Consiglio federale è sì disponibile ad equiparare il traffico ciclistico a quello pedonale ed escursionistico a livello di politica dei trasporti, ma non a "sconfinare" nella competenze di Cantoni e Comuni per ragioni finanziarie e di personale.

L'attuale articolo costituzionale (articolo 88 "Sentieri e percorsi comunali") verrebbe integrato con una menzione alle piste ciclabili. Tuttavia non si intende riformulare il capoverso 2 - "Può sostenere e coordinare i provvedimenti dei Cantoni per la realizzazione e la manutenzione di queste reti" - passando da una forma potestativa a imperativa.

L'iniziativa popolare, depositata il primo marzo scorso, ha raccolto 105'234 firme valide. Chiede di promuovere l'uso della bicicletta creando un maggior numero di piste ciclabili. Il testo, promosso da Pro Velo, è appoggiato dalle associazioni svizzere in favore del cosiddetto traffico lento (Swiss Cycling, Associazione traffico e ambiente, Mobilità pedonale, Sentieri Svizzeri), così come dalle organizzazioni ambientaliste.

sda-ats

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